Una ricerca fotografica e scientifica, prodotta dal Forte di Bard, propone un viaggio iconografico e scientifico tra i ghiacciai dei principali Quattromila della Valle d’Aosta per raccontare la storia delle loro trasformazioni.
Nel 2021 il focus è interamente dedicato al Cervino. Dagli anni ’60 il gruppo del Cervino ha subìto una riduzione della superficie dei ghiacciai pari al 40 %.
Il progetto “L’Adieu des glaciers”, dopo aver esplorato nel 2020 il gruppo del Monte Rosa, si sposta quest’anno su una delle montagne più iconiche e fotografate al mondo: il Cervino.

Châtillon, Monte Cervino dal Colle di San Pantaleon. Fine ‘800. Stampa 1932 di Vittorio Sella. © Francesco Negri
L’iniziativa “L’Adieu des glaciers” si traduce in un approfondito lavoro di studio attorno al Monte Rosa, al Monte Cervino, al Gran Paradiso e al Monte Bianco e si sviluppa nell’arco di quattro anni, uno per ciascuna realtà fisica e culturale connotativa della regione alpina, grazie al supporto di numerosi enti e istituzioni. In linea con il format del progetto, la mostra “Il Monte Cervino: ricerca fotografica e scientifica”, che sarà allestita al Forte di Bard dal 9 luglio al 17 ottobre 2021.
- Valtournenche, Plaeau Rosà; tendopoli per la preparazione alla spedizione per il K2. Estate 195. © Archivio Famiglia Cravetto
- Valtournenche/Zermat, Mike Bongiorno sulla vetta del Cervino pubblicizza la Grappa Bocchino. Anni ‘Ottanta del ‘900. © Allegria Fims
La mostra propone una narrazione fotografica tra passato e presente nell’area montana estesa tra Plateau Rosa e l’Alta Valpelline, con l’apporto di autorevoli ricerche scientifiche, non solamente glaciologiche, rivolte alle trasformazioni climatiche, ambientali e antropiche in Valle d’Aosta.
I curatori del progetto sono Enrico Peyrot, fotografo e storico della fotografia e il prof. Michele Freppaz del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino, che si è occupato della parte scientifica.
Il più nobile scoglio d’Europa
- Valtournenche, i fratelli Antonio e Luigi Beck Peccoz salendo al Teodulo. Primi anni Venti del ‘900. © Egon Beck Peccoz
- Valtournenche/Zermat, vetta del Monte Cervino. 1905-1909. © Jules Brocherel (attribuito)
L’identità montana e glaciale dell’area del Cervino e la sua verticalità verranno messe in mostra tramite fotografie inedite realizzate nel corso degli ultimi 150 anni e appartenenti ad enti pubblici, università, fondazioni, centri di ricerca, associazioni, collezionisti e privati.
Le immagini rappresentano visivamente gli ambienti glaciali naturali e i contesti culturali e di fruizione degli ambienti glaciali. L’obiettivo è quello di rendere pubblico un bene prezioso e mostrare l’ineluttabile mutevolezza degli “eterni” ghiacciai valdostani. Un dialogo iconografico tra passato e presente sulla montagna nell’ambito di una ricerca scientifica sulle trasformazioni climatiche ambientali e antropiche in Valle d’Aosta.
L’apporto dei contenuti scientifici è stato condotto in collaborazione con il Comitato Glaciologico Italiano, la Cabina di Regia dei Ghiacciai Valdostani, la Fondazione Montagna Sicura, l’Arpa Valle d’Aosta e il Centro Interdipartimentale sui rischi naturali in ambiente montano e collinare dell’Università di Torino.
Complessivamente è stata evidenziata per il gruppo del Cervino una riduzione della superficie dei ghiacciai pari al 40 % rispetto agli anni ’60, fenomeno legato all’aumento di temperatura che a Plateau Rosà negli ultimi 70 anni è risultato pari a +1,6 °C.
Alcune ricerche hanno preso in considerazione le caratteristiche dei “ghiacciai di roccia” così come quelle della copertura nevosa, senza dimenticare i contributi che descrivono le attività di ricerca che si conducono all’Osservatorio climatico Testa Grigia e che spaziano dalla misura in continuo della concentrazione di anidride carbonica, alle calibrazioni e le prove sul campo di strumenti per la misura dei raggi cosmici.
Il progetto, oltre a valorizzare la ricerca scientifica e fotografica nel gruppo del Cervino intende contribuire ad accrescere la consapevolezza della straordinaria bellezza della montagna, così come della sua fragilità, affinché tutti in futuro possano ancora godere di questi paesaggi e la sopravvivenza dell’uomo non sia in pericolo.

Plateau Rosà. © E. Peyrot
Informazioni
Associazione Forte di Bard, Bard (Aosta)
Tel. 0125 833811
info@fortedibard.it
Orari
- Martedì-venerdì: 10-18
- Sabato, domenica e festivi: 10-19
- Lunedì chiuso
Biglietti
- Intero: 10 euro
- Ridotto: 8 euro
- Scuole: 5 euro
- Cumulativo con un Museo o altra Mostra a scelta: 15 euro







