Si è recentemente conclusa la seconda campagna di censimento delle specie ittiche svolta sulla costa settentrionale della Sicilia, in due aree appartenenti alla Rete Natura 2000, nell’ambito del progetto BIOSEA (Tutela e salvaguardia della BIOdiversità e dei SErvizi ecosistemici degli Ambienti di transizione).
Le aree interessante sono quelle di Capo Peloro-Laghi di Ganzirri e Laguna di Oliveri-Tindari, entrambe di grande rilevanza in quanto zone di stazionamento e nidificazione di avifauna e di riproduzione e deposizione per numerose specie ittiche.
Caratteristiche le rendono importanti anche da un punto di vista commerciale e, quindi, fortemente esposte agli impatti antropici, in particolare per quanto riguarda le attività
Di queste aree il progetto BIOSEA, coordinato da Valentina Esposito, ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS), ha l’obiettivo di valutare lo stato di salute e di conservazione. In particolare, di determinare la diversità di specie ittiche di importanza commerciale e la presenza e la diffusione di specie alloctone introdotte dalle attività umane, oltre che di valutare l’efficacia delle restrizioni imposte dai piani di gestione locale.

Progetto BIOSEA.
Le minacce aliene alla biodiversità
Nel corso dei rilevamenti, effettuati dal personale dell’OGS in partenariato con l’Università degli Studi di Messina e la Cooperativa Pescatori Marina, è stata evidenziata nella zona di Capo Peloro la presenza del ben noto granchio blu (Callinectes sapidus), specie invasiva alloctona che minaccia la biodiversità e le abbondanti fioriture della cosiddetta “erba” (alghe filamentose) che, soprattutto nel lago di Ganzirri, avvengono in maniera così massiccia da ostacolare il passaggio delle barche.
Nella zona di Marinello i pescatori hanno, inoltre, riscontrato il problema dell’insabbiamento del Golfo di Patti e della diminuzione della quantità del pescato e di alcune specie di importanza commerciale come seppie, polpi e acciughe.
I primi campionamenti hanno comunque evidenziato l’eterogeneità e l’unicità di queste aree e hanno concesso incontri con specie inaspettate, come quelli con la torpedine (Torpedo torpedo) e con la cernia bianca (Epinephelus aeneus).

Progetto BIOSEA.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.



