Utilizzando i dati raccolti oltre due decenni fa, gli scienziati hanno compilato la prima mappa completa delle quantità di idrogeno sulla superficie della Luna. Sul Journal of Geophysical Research è stato pubblicato uno studio che presenta una nuova mappa aggiornata e dettagliata della presenza di idrogeno sulla Luna. Rispetto alle mappe precedenti, questo nuovo lavoro misura le abbondanze di idrogeno fino a decine di cm di profondità, a differenza delle misurazioni di superficie effettuate con luce visibile e infrarossa, che sono sensibili solo fino alle prime decine di micron.
Risulta che la presenza media di idrogeno lunare è di 47 ppm. Questo dato è coerente con l’immissione di idrogeno sulla superficie lunare da parte del vento solare. Ma nel più grande deposito piroclastico lunare (Aristarchus Plateau) si osserva un aumento di idrogeno, il che conferma le ipotesi secondo cui l’acqua abbia svolto un ruolo negli eventi magmatici lunari. Questa osservazione ci permette di stimare la quantità di acqua presente nell’ultima parte di Luna che si è solidificata.
Che legame c’è tra neutroni e idrogeno?
La mappa è stata generata utilizzando i dati del Lunar Prospector Neutron Spectrometer, che misura la presenza di neutroni. Bisogna sapere che quando i raggi cosmici entrano in contatto con la superficie di un pianeta o di una luna, rompono gli atomi presenti su questi corpi, facendo volare protoni e neutroni. Quando un neutrone entra in contatto con l’idrogeno, muore e smette di muoversi, mentre l’idrogeno viene messo in movimento. Di conseguenza, se gli scienziati vedono un numero minore di neutroni in movimento, sono in grado di identificare la presenza di idrogeno.
«L’ipotesi più ampiamente accettata sulla formazione della Luna è che si trattasse di detriti fusi provenienti da un enorme impatto con la Terra, che si sono poi raffreddati» ha detto David J. Lawrence, primo firmatario dello studio. «Quando la Luna si è raffreddata, dalla fusione si sono formati dei minerali e il KREEP, un particolare tipo di roccia che è l’ultimo tipo di materiale a cristallizzarsi e indurirsi». Il fatto che il KREEP sia ricco di idrogeno suggerisce che l’acqua abbia giocato un ruolo significativo in questa massa magmatica che si è poi solidificata.
Lo studio è a firma degli scienziati: David J. Lawrence, Patrick N. Peplowski e Jack T. Wilson (Johns Hopkins Applied Physics Laboratory); Richard C. Elphic (NASA Ames Research Center). “Global map of lunar hydrogen: Data confirms role water played in moon’s formation”. DOI: 10.1029/2022JE007197
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