Giove è un pianeta gassoso e le sue masse interne possono muoversi. Le misure di gravità effettuate dalla sonda Juno della Nasa hanno rivelato che sulla superficie del pianeta si generano oscillazioni simili a onde marine con ampiezze tra i 15 e gli 80 metri. Questi spostamenti di masse provocano piccole variazioni della gravità del pianeta.
I risultati dello studio “Juno spacecraft gravity measurements provide evidence for normal modes of Jupiter”, coordinato dal Dipartimento di Ingegneria meccanica e aerospaziale della Sapienza di Roma, sono stati pubblicati sulla rivista Nature Communications.
Un’onda ogni 15 minuti
In particolare, gli strumenti altamente sensibili della sonda spaziale in orbita intorno al pianeta hanno permesso di misurare i periodi di oscillazione dei modi più energetici, che risultano dell’ordine dei 15 minuti e che generano onde di ampiezza compresa tra i 15 e gli 80 metri sulla superficie.
La missione della sonda Juno, in orbita intorno a Giove dal 5 luglio 2016, ha come obiettivi principali lo studio dei processi di formazione della struttura interna, del campo magnetico e dell’atmosfera del pianeta.
Giove, che da solo ha una massa due volte e mezzo maggiore rispetto a quella di tutti gli altri pianeti messi assieme, è composto quasi esclusivamente da idrogeno ed elio. Il suo interno non è direttamente osservabile e per comprenderne la struttura più profonda si ricorre a misurazioni accurate del campo gravitazionale, espressione della distribuzione delle masse interne del pianeta.

Rappresentazione artistica di Juno in orbita intorno a Giove. © Juno: NASA/JPL-Caltech/Giove: NASA, ESA, A. Simon (Goddard Space Flight Center), and M. H. Wong (University of California, Berkeley) and the OPAL team.
Un pianeta estremo
Le misure di gravità effettuate da Juno avevano già portato ad altre importanti scoperte relative alla struttura interna del pianeta, tra cui la profondità dei forti venti est-ovest (con velocità fino a 360 km/h), che si spingono fino a circa 3,000 km al di sotto del livello delle nubi.
Inoltre, le misure di gravità effettuate durante due sorvoli ravvicinati della Grande Macchia Rossa di Giove hanno permesso di determinarne per la prima volta la profondità, pari a circa 300 km, assai inferiore a quella dei venti est-ovest.
«Per il nostro team scientifico – spiega Daniele Durante, primo autore dello studio – l’interpretazione di gran lunga più convincente è la presenza di fenomeni dinamici quali i modi di oscillazione. Le misure mostrano quindi un pianeta in costante movimento, non solo intorno al suo asse di rotazione, attorno cui compie un giro completo in 10 ore e 55 minuti, ma anche al suo interno».
Gli strati più esterni oscillano verticalmente per 15–80 metri ogni circa 15 minuti, in maniera simile a ciò che avviene per le maree terrestri. Questi modi di oscillazione sono chiamati “di tipo p”, poiché la forza di richiamo è la pressione interna».
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