Ha aperto al pubblico lo scorso sabato a Milano, nella bella cornice di Palazzo Dugnani recentemente restaurata, la mostra “Spinosaurus. Il gigante perduto del Cretaceo“, dedicata ad una delle scoperte paleontologiche più importanti degli ultimi tempi. L’allestimento non è solo un viaggio nel passato profondo di questo Pianeta e delle creature affascinanti che calpestarono la sua superficie, ma è anche l’occasione per conoscere le dinamiche della sua affascinante scoperta, la cui genesi ha i contorni di un’intricata spy story ricca di suspance.
La mostra racconta del mondo di Spinosaurus aegyptiacus, che con i suoi 15 metri di lunghezza, è il più grande dinosauro predatore mai esistito, ancora più grande del famoso T-Rex, e delle sue particolarissime abitudini semiacquatiche, la cui scoperta ha consentito agli scienziati di scrivere un nuovo capitolo nel grande libro della paleontologia.
Al contrario, infatti, di quanto si riteneva fino a qualche tempo fa, i dinosauri non furono animali unicamente terrestri, ma si adattarono a vivere anche in altri ambienti, come quello dei grandi delta fluviali che 95 milioni di anni fa caratterizzavano il nord Africa. A darcene prova è stata proprio questa specie, descritta per la prima volta nel 1912 dal paleontologo tedesco Ernst von Strommer che però non ne intuì fino in fondo la straordinarietà. Un secolo dopo, un team internazionale di paleontologi – di cui hanno fatto parte da protagonisti anche gli italiani Cristiano Dal Sasso e Simone Maganuco del Museo di Storia Naturale di Milano – ha avuto la possibilità di studiare un nuovo esemplare venuto alla luce tra le sabbie del deserto del Marocco. La notevole quantità di reperti, nuove tecniche d’indagine come la Tac – inesistenti al tempo di Stromer – e nuove intuizioni hanno consentito di rivelare al mondo che Spinosaurus preferiva di gran lunga nuotare che camminare sulla terraferma e che si nutriva soprattutto di pesci.
Protagonisti della mostra sono lo scheletro completo a grandezza naturale ottenuto attraverso la scansione dei fossili e la riproduzione 3D, ma anche gli altri dinosauri predatori dell’epoca, come Carcharodontosaurus, e i grandi pesci, come il celacanto Mawsonia, una delle prede di Spinosaurus. Ma anche un’infinità di reperti e oggetti d’epoca, come quelli dello studio di Stromer, perfettamente ricostruito, che trasportano il visitatore in una dimensione affascinante.
La mostra è anche un’occasione per scoprire come nasce un allestimento di questo genere, costellato da modelli di dinosauri a grandezza naturale, ricostruiti fedelmente nei più piccoli particolari secondo le indicazioni dei paleontologi. Ed è, infine, una spedizione nel deserto, alla ricerca di preziosi tasselli per ricostruire il passato del nostro Pianeta.
Per saperne di più su Spinosaurus e sulla vicenda della sua scoperta, vi rimandiamo all’articolo uscito su Rivista Natura Air di febbraio 2015 scaricabile gratuitamente da Apple Store o da Google Play Store.
Info
La mostra è a Palazzo Dugnani, in via Daniele Manin 2, a Milano dall’ 8 giugno 2015 al 10 gennaio 2016.
Questi gli orari di apertura: Lunedì dalle 09:30 alle 13:30. Martedì, Mercoledì, Venerdì, Sabato, Domenica dalle 09:30 alle 19:30, Giovedì dalle 09:30 alle 22:30.
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