“E quindi uscimmo a riveder le stelle”* (Inferno XXXIV, 139), è l’ultimo verso dell’Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri. Reinterpretando le parole del Sommo poeta, oggi possiamo aggiungere il senso dell’udito a quello della vista. Infatti, se nell’immaginario comune l’astronomo è quello scienziato che osserva le stelle con il telescopio, nella realtà la ricerca procede attraverso l’analisi di dati di ogni genere rilevati da sofisticati strumenti.
“The Audible Universe” è il progetto che rende sonori i dati astronomici. In questo modo, i dati numerici che vengono solitamente visualizzati, ovvero trasformati in immagini, ora vengono trasformanti in suono.
“The Audible Universe” nasce dalla collaborazione di un team di scienziati internazionali che unisce due comunità, quella degli astronomi e quella degli esperti nei vari campi del suono.
A due anni dalla partenza del progetto, The Audible Universe presenta i primi risultati nel numero speciale di Nature Astronomy che dedica quattro articoli all’utilizzo del suono in astronomia:
- Il primo riassume le finalità del progetto.
- Il secondo – guidato da Anita Zanella, ricercatrice all’Istituto Nazionale di Astrofisica e che rappresenta la comunità astronomica italiana –, espone un censimento degli strumenti sviluppati per dare suono ai dati astronomici, le sfide e possibili soluzioni.
- Il terzo è un’intervista a quattro astronomi non vedenti.
- Il quarto articolo, che vede tra gli autori Massimo Grassi, docente del Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università di Padova, è intitolato “Sound people speak to Star people – A sound experts’ perspective on astronomy sonification projects” e getta le basi sui metodi e le procedure che devono essere adottati per cercare di rendere sonori i dati astronomici sfruttando le conoscenze acquisite nel mondo della psicologia della percezione e della psicoacustica.
«Il progetto è ambizioso: rendere sonoro ciò che da secoli viene presentato visivamente. Ma tale ambizione va di pari passo con gli usi che queste sonificazioni possono trovare: dalla possibilità di analizzare flussi di dati molto grandi, al permettere alle persone con disabilità visiva l’accesso a questo tipo di informazioni» spiega Grassi, che rappresenta la ricerca uditiva nazionale all’interno del progetto.
Non ultima, la divulgazione: i planetari e gli eventi divulgativi dedicati ai fenomeni astronomici potrebbero offrire ai visitatori un’esperienza più evocativa e coinvolgente, che permetta di comprendere pienamente il significato di molti dei fenomeni che vengono studiati dagli astronomi.
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