Sono cinque casi in tre mesi: tartarughe marine trovate spiaggiate con le pinne legate a pesi che ne provocano l’annegamento. È un vero e proprio crimine di natura che si ripete nell’area portuale di Barletta.
Le tartarughe sono state tutte rinvenute con le pinne legate a grosse pietre; l’ultima a un disco del freno di un’auto. Impossibilitate a tornare in superficie per respirare, muoiono per annegamento.
I sospetti sul killer delle tartarughe sono indirizzati verso chi pesca utilizzando reti da posta all’imbocco del porto di Barletta e che avrebbe deciso di punire le tartarughe che restano intrappolate nelle reti, condannandole a morire annegate tra atroci sofferenze.
Si tratta probabilmente di un soggetto isolato dal comportamento riprovevole, perché il Centro Recupero Tartarughe Marine WWF di Molfetta (CRAS) collabora da sempre con i pescatori che svolgono la loro attività nel golfo di Manfredonia, pescatori che dimostrano sensibilità verso gli animali marini e la salvaguardia delle specie protette.
Con loro, i volontari del centro e il sostegno delle forze dell’ordine partirà un presidio presso il porto di Barletta al fine di individuare e isolare chiunque abbia messo in atto questa mattanza.
Il corpo dell’ultima Caretta caretta è stato trasportato a Foggia per essere sottoposto ad autopsia presso l’Istituto zooprofilattico di Puglia e Basilicata. Dall’esame autoptico potrebbero risultare dettagli sulla morte utili a ricostruire la dinamica dei fatti.
Sugli episodi il WWF ha depositato un esposto alla procura di Trani. Al momento del caso si stanno occupando il ROAN della Guardia di Finanza di Bari e la Capitaneria di Porto.
Le attività svolte dal Centro di recupero
Nel 2022 il Centro Recupero Tartarughe Marine WWF di Molfetta ha recuperato 385 tartarughe marine, grazie alla collaborazione delle marinerie di Bisceglie, Trani e Molfetta. Tutte le tartarughe sono state sottoposte a un check-up completo presso il dipartimento di Medicina veterinaria dell’Università di Bari. Molte di loro sono arrivate con patologie ormai note, come l’annegamento e l’embolia gassosa. Patologie legate principalmente all’impatto con sistemi di pesca come lo strascico.
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