La Commissione Europea ha riconosciuto che la gestione della pesca non può essere considerata una politica a sé stante. Una pesca sostenibile e resiliente deve poter proteggere e ripristinare gli ecosistemi marini e attuare una transizione energetica sia nei mezzi, sia negli impianti dell’acquacoltura.
Il Piano d’azione varato dalla Commissione Europa chiede agli Stati Membri di adottare misure ambiziose, tempestive e concrete per una transizione verso una gestione della pesca basata sull’approccio ecosistemico.
Il WWF ritiene che quanto richiesto dalla Commissione sia tuttavia il minimo indispensabile per raggiungere gli obiettivi europei sull’ambiente e la pesca, e chiede agli Stati Membri di adottare misure immediate, più ambiziose di quelle richieste.
Le maggiori criticità da risolvere
La pesca gioca un ruolo dominante nella distruzione degli habitat marini e, per raggiungere gli obiettivi prefissati dalla Strategia Europea per la Biodiversità, gli Stati Membri dovrebbero adottare misure concrete, in particolare per arrestare la perdita di squali e razze, le cui popolazioni hanno subito una riduzione del 71% negli ultimi 50 anni.
Inoltre, WWF chiede uno sforzo maggiore per la protezione delle tartarughe marine, vietando l’importazione di prodotti ittici dalle principali attività di pesca a strascico di gamberi che comportano livelli particolarmente elevati di catture accidentali di tartarughe.
La Commissione ha chiesto di limitare entro il 2030 gli attrezzi da pesca trainati sul fondale marino nelle aree protette. Gli Stati membri dovrebbero eliminare tali attività il più rapidamente possibile, promuovendo una giusta transizione per sostenere economicamente i pescatori nell’allontanarsi da questi tipi di attrezzi.
Transizione economica e sociale del settore pesca
La Commissione è stata chiara: gli obiettivi prefissati dalla Politica Comune della Pesca (PCP) sono ancora lontani dall’essere raggiunti.
Il sovrasfruttamento degli stock ittici, le pratiche distruttive e la non selettività della pesca continuano a essere all’ordine del giorno.
Nell’attuazione della PCP la dimensione sociale è particolarmente importante, visto il ruolo cruciale che giocano le attività di piccola pesca nell’economia delle comunità locali.
La metà dei pescatori europei guadagnano meno del salario minimo nazionale: l’Unione Europea deve lavorare per ricostituire gli stock e sostenere un settore redditizio, garantendo che i profitti vengano ridistribuiti equamente.
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