La valutazione del rischio vulcanico richiede informazioni geofisiche, geochimiche e geologiche che vengono normalmente acquisite con la strumentazione scientifica per la sorveglianza vulcanica installata sui fianchi e sulla sommità dei vulcani. Questi dati possono fornire informazioni preziose per la stima della pericolosità del vulcano stesso. Tuttavia, nelle piccole isole vulcaniche l’ambiente sottomarino richiede l’installazione di strumentazione particolarmente costosa e difficile da gestire e mantenere.

La mappa di localizzazione del cavo in fibra ottica TIM che collega Vulcano a Milazzo interrogato da un dispositivo DAS. © www.nature.com/scientificreports/INGV
Una soluzione innovativa per la sorveglianza vulcanica nelle isole
Un team di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), del GeoForschungsZentrum di Potsdam (GFZ) e dell’Università di Catania (UniCT) ha utilizzato il cavo di telecomunicazione in fibra ottica off-shore che collega l’isola di Vulcano alla Sicilia.
Analizzando le registrazioni in bassa frequenza delle deformazioni dinamiche acquisite mediante la tecnologia Distributed Acoustic Sensing (DAS), i ricercatori hanno potuto ricavare automaticamente gli eventi sismo-vulcanici grazie alla capacità di “interrogare” i cavi sottomarini anche a lunghe distanze, utilizzando la fibra ottica come una serie di sensori distribuiti sul fondale.
I risultati dello studio sono stati pubblicati nell’articolo “Distributed dynamic strain sensing of very long period and long period events on telecom fiber‐optic cables at Vulcano, Italy”, sulla rivista Scientific Reports.
L’acquisizione di segnali DAS produce un’enorme quantità di dati e i ricercatori, per elaborarli e analizzarli, si sono avvalsi dei più recenti avanzamenti tecnologici nell’High Performance Computing (HPC) e nell’Intelligenza Artificiale.
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