L’acquacoltura fornisce oggi circa il 50% del cibo a base di organismi acquatici (pesce, molluschi, crostacei, alghe…) e ha registrato enormi progressi negli ultimi decenni, candidandosi a produrre la maggior parte della crescente domanda di cibo acquatico nel mondo.
Il settore ha, però, bisogno di una serie aggiornata di principi di governo che ne garantiscano l’espansione e l’intensificazione, abbracciando le moderne tecnologie, in un modo che l’acquacoltura sia responsabile dal punto di vista ambientale e sociale, economicamente sostenibile e in grado di soddisfare le esigenze delle generazioni presenti e future.
I maggiori esperti del settore – riuniti nella Conferenza Globale sull’Acquacoltura Millennium +20 tenutasi a Shanghai, organizzata dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) e dai suoi partner – hanno pubblicato una serie di articoli in un numero speciale del Journal of the World Aquaculture Society.
«Il pesce e gli altri prodotti acquatici possono svolgere e svolgeranno un ruolo importante nel soddisfare la domanda alimentare di tutte le persone, contribuendo a migliorare la resilienza del sistema alimentare globale e rispondendo al contempo alle esigenze di sicurezza alimentare dei più poveri» ha dichiarato Xinhua Yuan, Vice Direttore della FAO per l’Acquacoltura.
Acquacoltura sostenibile
La pubblicazione di queste rassegne tematiche fornisce un contesto utile per la definizione della nuova bozza di Linee guida volontarie per un’acquacoltura sostenibile.
Gli otto articoli affrontano temi critici per l’acquacoltura, tra cui i metodi di produzione, le questioni sociali e la salute del pianeta, la nutrizione, le risorse genetiche, la biosicurezza, la governance e l’accesso inclusivo al mercato.
L’acquacoltura oggi è praticata soprattutto in Asia e deve essere distribuita in modo più uniforme, con sforzi immediati per stimolarne lo sviluppo in Africa, America Latina e nei piccoli Stati insulari in via di sviluppo.
L’obiettivo è quello di intensificare ed espandere ulteriormente l’acquacoltura in modo sostenibile, in modo da soddisfare la domanda globale di cibo acquatico e distribuire equamente i benefici, con attenzione alla responsabilità sociale, all’inquinamento e ad altre considerazioni.
Inoltre, le pratiche di acquacoltura producono in media meno emissioni di gas serra rispetto ad altre forme di produzione animale.
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