di Carmela Vaccaro(*)
Il turismo delle aree costiere della nostra penisola rappresenta uno straordinario motore di crescita economica, sia a livello nazionale che locale. Tuttavia, il turismo balneare e costiero ha spesso avuto un impatto fortemente negativo sull’ambiente e negli ultimi anni è via via aumentata a livello globale la consapevolezza che queste aree debbano essere utilizzate e gestite in modo sostenibile, affinché la fruizione da parte di un gran numero di visitatori sia compatibile con la protezione ambientale. I cambiamenti nell’opinione pubblica hanno perciò spinto le amministrazioni a combinare l’impiego sostenibile delle risorse costiere con lo sviluppo locale dei comuni in cui si trovano.
L’obiettivo dello sviluppo dell’industria turistica nel XXI secolo non può più, infatti, essere solo quello di sfruttare l’esistenza di “mare, sole e sabbia”, ma occorre introdurre elementi che aggiungano valore a tali risorse come ulteriore fonte di crescita economica.
Spiagge pulite e certificate
Tra le strategie per aumentare il valore aggiunto delle aree costiere, il riconoscimento con marchio di qualità ecologica della pulizia di queste aree e della loro gestione sostenibile. Favorire i valori legati all’ambiente attraverso spiagge pulite e certificate significa attrarre un turismo di qualità superiore e dar vita a un’economia locale portatrice di un maggiore rispetto per le risorse naturali del luogo.
In quest’ottica si inseriscono i risultati del progetto Interreg IT-HR ECOMAP il cui obiettivo principale è stato quello di suggerire azioni di miglioramento delle condizioni di qualità ambientale del mare e delle aree costiere connesse ai porti turistici dell’Alto e Medio Adriatico italiano e croato con metodologie innovative.
Tra le attività del progetto ECOMAP ricordiamo lo sviluppo di una metodologia per il monitoraggio dell’inquinamento dell’ambiente costiero e il miglioramento dello stato ecologico dei porti attraverso l’implementazione di tecnologie sostenibili e la costruzione di una conoscenza e consapevolezza ambientale tra i cittadini e i diportisti, nonché la creazione di un cluster transfrontaliero di città portuali intelligenti tra Italia e Croazia.
Un ruolo importante è quello dei pescatori locali che contribuiscono alla gestione sostenibile delle aree costiere e alla segnalazione alle autorità competenti di problematiche emergenti.
Il progetto RESISTANCE
Naturale proseguo del progetto ECOMAP è il progetto Interreg Italia-Croazia RESISTANCE (Raising awarenESs of MaritIme Spatial planning imporTANCE) la cui idea guida è che le soluzioni congiunte possano essere sviluppate efficacemente grazie alla cooperazione internazionale tra diverse organizzazioni.
Il progetto RESISTANCE rappresenta un esempio di cooperazione tra diversi esperti, rappresentanti di autorità locali e autorità regionali, istituzioni educative, organizzazioni ambientali internazionali, per valutare congiuntamente le buone pratiche già sviluppate per un uso sostenibile delle risorse marine e costiere. Per garantire tale sostenibilità, è necessario istituire una gestione costiera intelligente che assista la Pianificazione dello Spazio Marittimo. L’obiettivo del progetto RESISTANCE è quello di condividere le conoscenze e le esperienze sul mare e sugli ambienti costieri e fluviali capitalizzando i risultati dei progetti Interreg ECOMAP, ECOSS, NET4mPLASTIC, SOUNDSCAPE, DORY, SASPAS e ML-REPAIR.
Sito Progetto RESISTANCE:
https://www.italy-croatia.eu/web/resistance
BIBLIOGRAFIA
Merino F., Prats M. A. “Sustainable beach management and promotion of the local tourist industry: Can blue flags be a good driver of this balance?” Ocean & Coastal Management, Vol 198, 2020, 105359, ISSN 0964- 5691, https://doi.org/10.1016/j.ocecoaman.2020.105359
(*) Carmela Vaccaro
Professore Associato in “Georisorse minerarie e applicazioni mineralogico-petrografiche per l’ambiente e i beni culturali” presso il Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Prevenzione dell’Università di Ferrara.
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