Nell’Unione Europea, i test sugli animali per gli ingredienti dei cosmetici e la vendita di ingredienti testati sugli animali sono stati – formalmente – vietati dal 2013 ai sensi del Regolamento sui Cosmetici.
Ma di fatto, nella realtà, nel 2014 L’Agenzia per le Sostanze Chimiche (ECHA) e la Commissione Europea hanno sostenuto che i test potevano continuare ai sensi di una legislazione separata dell’UE sulle sostanze chimiche: il regolamento concernente la registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche (REACH).
In netto contrasto con la posizione dell’UE, il Ministero degli Interni del Regno Unito ha confermato che nel Paese di oltremanica i test sugli animali sono banditi per tutti gli ingredienti utilizzati esclusivamente nei prodotti cosmetici.
Revocate anche le “licenze storiche”
La decisione inglese è arrivata dopo un’ondata di richieste per un giro di vite su tutti i test sugli animali innescata dalla notizia, uscita all’inizio di quest’anno, che nel Regno Unito, nonostante non venissero rilasciate nuove licenze, erano ancora attive le “licenze storiche” che continuavano a essere usate per effettuare test crudeli e dolorosi sugli animali.
Così, alla fine, il Ministro di Stato Tom Tugendhat ha annunciato che tali licenze non sono più valide, affermando: «Da ora in poi in Gran Bretagna non sarà permesso nessun test su animali per sostanze chimiche destinate esclusivamente a essere utilizzate come ingredienti nei prodotti cosmetici».
«Finalmente, a migliaia di ratti, conigli e pesci saranno risparmiate atroci sofferenze e morte certa nei crudeli test sui cosmetici» ha commentato la dott.ssa Julia Baines, Senior Science Policy Manager di PETA.
PETA, che conduce da tempo una campagna su questo tema, ritiene anche che i test sugli animali non dovrebbero essere effettuati nemmeno per la valutazione della sicurezza ambientale.
In Europa i test sugli animali continuano
I progressi nel Regno Unito sono in contrasto con la recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che si è pronunciata contro un ricorso del produttore di ingredienti per cosmetici Symrise AG, imponendogli di condurre nuovi test su migliaia di animali anche per ingredienti – omosalato e 2-etilesil salicilato – già ampiamente utilizzati per anni nelle creme solari e in altri cosmetici per assorbire i raggi ultravioletti B (UVB).
«In un colpo, la Corte ha condannato migliaia di roditori, conigli e pesci ad una sofferenza agonizzante e morte certa per test crudeli, rendendo inutile il rivoluzionario divieto di sperimentare i cosmetici sugli animali» afferma la dott.ssa Julia Baines, che ha assistito al caso.
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