Riuscire a produrre una rendicontazione sostenibile non è sempre facile. Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), per aiutare le aziende e gli operatori finanziari, ha elaborato il primo documento tecnico “La sfida ambientale per la finanza sostenibile. Metodologie, informazioni e indicatori ambientali”.
È una specie di manuale che spiega come produrre un’informazione ambientale aiutando le aziende e gli operatori finanziari a collocarsi nel complesso mondo della sostenibilità ambientale, rispettando le normative europee. Il documento, inoltre, rappresenta uno strumento utile anche per analizzare in totale autonomia i rischi fisici provenienti da frane, alluvioni ed eventi estremi.
L’obiettivo è quello di agevolare aziende e operatori nella misurazione del proprio livello di sostenibilità, producendo un’informazione fondata su dati scientificamente validi e pertanto corretta e affidabile, utile per contrastare il greenwashing e i rischi che implica dal punto di vista ambientale e finanziario.
Che cos’è il greenwashing?
È una attività ben nota sia agli utenti finali, sia alle associazioni a loro tutela e agli organi autorizzati alla verifica della competizione leale.
Aziende, istituzioni ed enti tendono a esaltare come ecosostenibili le proprie attività, evidenziando solamente gli effetti positivi di alcune ed evitando cautamente di menzionare l’impatto ambientale negativo di altre (o dell’impresa stessa), è esattamente così che praticano il greenwashing.
Una strategia di comunicazione, dunque, con l’unico scopo di presentarsi più “sostenibili”.
Le pratiche di greenwashing comportano vari rischi, anche particolarmente critici, fra cui la perdita di fiducia del pubblico verso l’azienda e anche il rischio per gli investitori di finanziare progetti e imprese che in realtà non apportano benefici all’ambiente e alle persone. Approvata con 593 voti a favore, 21 contrari e 14 astensioni, è nata da poco la Direttiva Greenwashing UE per proteggere i consumatori dalle insidie di questa prassi.
Indicazioni pratiche
Con la nuova pubblicazione, Ispra mette a disposizione il proprio potenziale di competenze e riunisce in un unico documento 29 indicatori, scelti in base alle normative europee di riferimento, necessari per individuare l’impatto ambientale delle differenti attività. Le metodologie proposte dall’Istituto puntano a rendere le imprese autonome nella realizzazione del proprio bilancio green e a consentire il confronto delle proprie performance ambientali con quelle di altri operatori. Ogni scheda indicatore contenuta nel documento contiene una descrizione per generare in maniera corretta l’informazione ambientale richiesta.
Sono segnalate le procedure metodologiche, le modalità di computazione e le fonti informative pubbliche, in alcuni casi perfino degli applicativi web da consultare per accedere all’ informazione geo-referenziata e procedere ad un’autovalutazione a partire dalla localizzazione geografica.
Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, per esempio, il documento indica in che modo devono essere classificati e la normativa di riferimento e fornisce strumenti per indicare il dato e giungere all’informazione finale. Anche per l’inquinamento atmosferico sono stati elaborati dei fogli di calcolo con fattori di emissione per settori e sottosettori tecnologici, in modo da poterle misurare partendo dai dati della produzione e del consumo.
Ci sono anche indicazioni per analizzare i rischi fisici derivanti da frane e alluvioni, il tutto attraverso un toolkit appositamente realizzato sulla piattaforma IdroGeo, l’azienda che opera in un determinato territorio può così procedere a una prima autovalutazione effettuando l’indagine sul sito di interesse, inserendo le coordinate geografiche viene rilevata la propria esposizione a rischi idraulici o franosi.
Una facilitazione per tutte le imprese italiane, perciò, che verranno accompagnate per mano in un percorso che le porterà alla rivoluzione sostenibile.
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