Esiste un gruppo di molluschi marini poco conosciuto che vive sulla costa occidentale del Sudafrica, sono i bivalvi galeommatoidei. I Galeommatoidea sono anche il gruppo più diversificato di piccoli bivalvi marini, grazie alle loro piccole dimensioni, allo stile di vita criptico e alle frequenti relazioni simbiotiche specializzate con una vasta gamma di taxa di invertebrati marini.
Gli insoliti stili di vita dei Galeommatoidea hanno suscitato l’interesse degli scienziati per oltre due secoli. Interesse che aumenta sempre più, portando alla luce molti più dettagli pubblicati sulle loro relazioni e interazioni con l’ospite.
Una nuova piccola vongola
Una nuova ricerca, con a capo Paul Valentich-Scott del Santa Barbara Museum of Natural History, insieme a collaboratori dell’Università di Città del Capo, del Sea Change Trust, dell’Università di Stellenbosch e dell’Università del Colorado Boulder, offre uno sguardo curioso sugli habitat, le relazioni simbiotiche e la tassonomia di queste singolari creature.
Pubblicato sulla rivista scientifica ZooKeys, lo studio ha esaminato quattro specie di bivalvi galeommatoidei raccolti nella regione del Capo Occidentale del Sudafrica, che forniscono nuovi dettagli sulle loro scelte di habitat. Tra queste c’è una nuova specie, Brachiomya ducentiunus.
Questa piccola vongola, lunga solamente 2 millimetri, trascorre la sua vita strisciando tra le spine dei ricci di mare.
La nuova specie è stata finora trovata solamente in una località a False Bay, in Sudafrica, attaccata al riccio di mare scavatore Spatagobrissus mirabilis in ghiaia grossolana a una profondità di circa 3 metri. Non è stata osservata in vita libera, senza il riccio ospite.
Il suo habitat: la grande foresta marina africana
Brachiomya ducentiunus è stata ritrovata durante la preparazione e il lavoro sul progetto 1001 Seaforest Species, un programma di ricerca e narrazione con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza degli ecosistemi regionali di letti di alghe, chiamati anche “la grande foresta marina africana”. Un’area particolare, dal clima mite mediterraneo subtropicale, con estati calde e secche e inverni più freschi e umidi.
Sono molti gli invertebrati marini, in particolar modo quelli più piccoli, che non vengono descritti nelle coste del Sudafrica occidentale e quasi tutti i progetti che campionano habitat specializzati rivelano infatti, molti nuovi record e specie.
«Questo studio segna un significativo progresso nella nostra comprensione della biodiversità e delle interazioni ecologiche dei bivalvi galeommatoidei. Scoprire la vita nascosta di questi piccoli ma importanti organismi ecologicamente, ci auguriamo di contribuire a una più ampia conoscenza della biodiversità marina e alla conservazione di questi habitat unici» afferma l’autore principale Paul Valentich-Scott.
«Creare una conoscenza fondamentale della biodiversità è un passo fondamentale per l’umile realizzazione di quanto affascinante e straordinariamente diversificato sia un luogo» ha concluso il coautore Jannes Landschoff, biologo marino presso il Sea Change Trust.
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