• Natura
    • Animali, piante e habitat
    • Amici animali
  • Uomo e pianeta
    • Ambiente
    • Società
  • Scienza
  • Cultura
    • Libero pensiero
    • Personaggi
    • Eventi e iniziative
    • Recensioni
    • Edinat
  • Eco Lifestyle
    • Buone pratiche
    • Cibo e benessere
    • Mobilità sostenibile
  • Viaggi e outdoor
    • Italia
    • Mondo
    • Consigli e attrezzature
  • Fotografia
    • Si fa così
    • Fotoemozioni
  • Video
La Rivista della Natura
  • Ogni giorno notizie su Uomo, Ambiente e Pianeta

  • Abbonamenti
  • Autori
  • Pubblicità
  • vai
La Rivista della Natura
  • vai
  • Natura
    • Animali, piante e habitat
    • Amici animali
  • Uomo e pianeta
    • Ambiente
    • Società
  • Scienza
  • Cultura
    • Libero pensiero
    • Personaggi
    • Eventi e iniziative
    • Recensioni
    • Edinat
  • Eco Lifestyle
    • Buone pratiche
    • Cibo e benessere
    • Mobilità sostenibile
  • Viaggi e outdoor
    • Italia
    • Mondo
    • Consigli e attrezzature
  • Fotografia
    • Si fa così
    • Fotoemozioni
  • Video
condividi twitta WhatsApp
stai leggendo Mercurio, un mondo unico nel Sistema solare
Prima pagina
Scienza
IL PIANETA “MATITA”

Mercurio, un mondo unico nel Sistema solare

Uno studio di ricercatori italiani ipotizza che il pianeta sia “lubrificato” dalla grafite

Mercurio, un mondo unico nel Sistema solare
© Mercurio rappresentato in un poster della NASA

Redazione Redazione 20 ore fa

Mercurio è il pianeta più piccolo del nostro Sistema Solare e continua a contrarsi da miliardi di anni. Il suo interno si raffredda e lentamente si restringe; la sua superficie si deforma dando origine a rilievi, noti come “lobate scarps”.

Questi rilievi, che sono lunghi centinaia di chilometri e raggiungono i 2000 metri di altezza, non sono altro che l’effetto superficiale di imponenti faglie sotterranee lungo le quali è avvenuta la contrazione.

Un team di ricercatori dell’Università di Padova, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF-OAPD) e dell’Università di Milano-Bicocca ha pubblicato su Nature Communications un nuovo studio, dal titolo “Graphite lubricates Mercury’s global contraction”, che dimostra come questa deformazione sia facilitata da un lubrificante nascosto nella crosta di Mercurio: la grafite, lo stesso materiale utilizzato nelle mine delle matite.   

Esperimenti di attrito in laboratorio

Il lavoro ha combinato l’analisi della topografia superficiale del pianeta con esperimenti di attrito in laboratorio su rocce simili a quelle della crosta di Mercurio, effettuati presso l’Università di Padova.

I risultati hanno rivelato che livelli ricchi in grafite, ereditati dalle prime fasi di vita di Mercurio, hanno continuato a modellare silenziosamente la tettonica del pianeta fino ai giorni nostri, e che Mercurio potrebbe essersi contratto molto più di quanto stimato in precedenza.

«I risultati suggeriscono che, senza la grafite, alcuni degli imponenti sistemi di faglie osservati oggi su Mercurio non potrebbero esistere nella forma in cui li vediamo. Più in generale, essi mostrano come i primi istanti della formazione di un pianeta possano determinare la forma della sua superficie miliardi di anni dopo» spiega la prima autrice Natalia A. Vergara Sassarini, afferente all’Università di Padova all’avvio della ricerca e ora all’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF-OAPD), coordinata dal prof. Matteo Massironi dell’Ateneo patavino.

«Abbiamo dimostrato che sistemi di faglie di grandi dimensioni possono essere controllati da sottili film di grafite che possono condizionare la deformazione crostale dell’intero pianeta, rendendo Mercurio un mondo unico nel Sistema solare» aggiunge Telemaco Tesei del dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova, che si è occupato delle sperimentazioni meccaniche della ricerca.

SOLO IN ABBONAMENTO

LA RIVISTA DELLA NATURA, il trimestrale su carta. Richiedi il nuovo numero.

La differenza con le faglie terrestri

Anche le faglie terrestri sono spesso “lubrificate” dalla presenza di fluidi che ne facilitano il movimento. «Ma fluidi come quelli presenti sulla Terra non sono disponibili su Mercurio per la sua estrema vicinanza al Sole e la sua ridotta gravità. Per questo è stato necessario scoprire un meccanismo alternativo per spiegare la debolezza delle faglie mercuriali» osserva Andrea Bistacchi del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra dell’Università di Milano-Bicocca, coautore dello studio.

Il prossimo novembre verrà messa nell’orbita di Mercurio la sonda Bepi Colombo di ESA e JAXA (le agenzie spaziali europea e giapponese).

«Questa scoperta pone le basi per ricerche mirate a verificare nel dettaglio le geometrie di queste enormi faglie e la presenza di grafite in loro prossimità, cose che lo strumento SIMBIO-SYS potrà certamente svolgere permettendo di ricostruire questi rilievi in tre dimensioni, osservare la superficie in grandissimo dettaglio e allo stesso tempo comprenderne la composizione mineralogica» conclude Matteo Massironi del Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova, coautore dell’articolo e Project Scientist di questo strumento progettato per mappare e analizzare la geologia, la superficie e la composizione di Mercurio.

 

Bene, sei arrivato fino alle fine: significa che ami la Natura, proprio come noi.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com
  • argomenti
  • spazio

Potrebbe interessarti:

Giove ha il clima peggiore nel Sistema Solare

Giove ha il clima peggiore nel Sistema Solare

Scoperto il più grande sistema solare

Scoperto il più grande sistema solare

Parte da Milano il viaggio nel nostro sistema solare

Parte da Milano il viaggio nel nostro sistema solare

  • vai
La Rivista della Natura
Sezioni
  • Natura
  • Uomo e pianeta
  • Scienza
  • Cultura
  • Eco Lifestyle
  • Viaggi e outdoor
  • Fotografia
  • Natura TV
  • Autori
Contatti
  • Redazione
  • Pubblicità
  • Publiredazionali
  • Abbonamenti
  • Diventa autore
Seguici
  • Facebook
  • Youtube
  • Vimeo
  • Instagram

© 2014 – 2026 Edinat - Edizioni di Natura - Milano · P.I./C.F. 02938530132

  • Dichiarazione sulla Privacy (UE)
Gestisci Consenso Cookie
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}