In ambito urbano l’adattamento ai cambiamenti climatici è tanto più efficace quanto maggiore è la risposta proattiva da parte dei diversi attori pubblici e privati, nonché quella della società civile, che via via diventano soggetti sempre più edotti e consapevoli. Ciò anche grazie a una adeguata conoscenza degli stressor climatici, degli impatti territoriali e delle dinamiche micro-climatiche.
di Lorenzo Cozzi e Tania Feltrin
L’atmosfera urbana è, infatti, uno degli ambienti più complessi dal punto di vista meteo climatico: è una “collezione di milioni di micro-climi”, fortemente influenzata dal livello di antropizzazione del territorio. Le variazioni orizzontali e verticali di temperatura e umidità dell’aria, radiazione solare e ventilazione possono essere significative anche a distanza di pochi metri e fortemente influenzate dalle caratteristiche geometriche, strutturali e funzionali del tessuto urbano.
Alla luce degli impatti in atto e degli scenari di cambiamento climatico previsti, enti locali di governo del territorio, operatori economici e cittadini sono chiamati a vario titolo da una parte a progettare e realizzare piani di intervento, regolamenti, beni e servizi e dall’altra a individuare e adottare comportamenti in grado di mitigare e, soprattutto, assorbire l’impatto ambientale derivante dal grado di antropizzazione locale del territorio, tenendo conto delle conoscenze scientifiche in tema di adattamento ai cambiamenti climatici.
In diverse realtà manca però – purtroppo – una strategia condivisa su come affrontare queste problematiche a livello urbano e sub-urbano. Ovvero manca una strategia di adattamento e di resilienza bottom up, ritenuta sempre più indispensabile e complementare a quanto messo in campo a livello istituzionale, tale da stimolare differenti risposte da parte dei portatori di interesse, direttamente esposti alle sollecitazioni poste dal cambiamento climatico.
Da queste premesse nasce il Progetto ClimaMi “Climatologia per le attività professionali e l’adattamento ai cambiamenti climatici urbani nel milanese” che avviato nel 2019, grazie al cofinanziamento della Fondazione Cariplo, ha l’intento di rispondere all’esigenza di migliorare la resilienza della progettazione urbana per un aumentato benessere dei cittadini alla luce dei cambiamenti climatici in atto e previsti. Il progetto è sviluppato, oltre che da Fondazione Lombardia per l’Ambiente, anche da Fondazione Osservatorio Meteorologico Milano Duomo (capofila), Fondazione degli Ordini degli Ingegneri di Milano e Fondazione degli Ordini degli Architetti di Milano.

L’obiettivo generale del progetto è promuovere una più attenta ed efficace considerazione dell’importanza del clima locale nella progettazione, pianificazione e gestione del territorio urbano, attraverso:
- la raccolta di dati, informazioni e strumenti utili alla definizione di azioni di adattamento ai cambiamenti climatici già in corso e previsti;
- l’aumento della resilienza del territorio e delle comunità, fornendo adeguate conoscenze e strumenti alle attività professionali pubbliche e private che hanno connessioni dirette o indirette con le implicazioni e gli impatti del cambiamento climatico a scala locale.
A tale scopo il progetto ClimaMI ha elaborato uno Strumento Informativo Clima Urbano (SI-CU) destinato ai professionisti e disponibile gratuitamente on line sul sito di progetto, che comprende: un Database Climatologico ovvero di indicatori climatici relativi a 19 stazioni meteorologiche urbane nel bacino aerologico milanese che include i comuni della Città Metropolitana Milanese e della provincia di Monza e Brianza, alcuni comuni limitrofi delle province di Varese, Pavia e Lodi nel lasso di tempo 2012-2018; un Atlante climatico delle Temperature, che riporta i risultati delle analisi spaziali in termini grafici e consultabile con funzioni di visualizzazione e sovrapposizione di diversi layer tematici e Linee Guida procedurali di orientamento sull’utilizzo e interpretazione dei dati e indicatori climatici. Inoltre, al fine di promuovere la conoscenza e l’utilizzo degli strumenti prodotti, sono stati organizzati seminari tecnici e corsi di capacity building rivolti a liberi professionisti, operatori e funzionari della pubblica amministrazione. Sono stati, inoltre, intrapresi dei percorsi di sperimentazione per l’applicazione pratica delle conoscenze acquisite.





