La produzione agricola urbana diventa realtà. Il frutteto inaugurato negli scorsi giorni al Parco Nord Milano è un tassello importante per il territorio, perché realizza l’integrazione tra aree protette, produzione agricola e cittadini.
Una formula collaudata
Il nuovo ciliegeto, realizzato dall’azienda agricola Balossa all’interno del Parco Nord Milano, è stato chiamato CiliegiaMI ed è composto da 6000 ciliegi – suddivisi in 20 varietà selezionate che si prevede producano almeno 25 milioni di fiori – piantati su una superficie di circa 10 ettari: centomila metri quadrati di ciliegi che fra quattro anni daranno i primi frutti. Sarà un vero e proprio self service della ciliegia, in linea con quanto già sperimentato dai titolari dell’azienda agricola che, nel bergamasco, vende anche albicocche, kiwi e pesche a “metri 0”, è il caso di dirlo. I cittadini, infatti, raccolgono i frutti direttamente dalle piante dopo essere stati istruiti sul come prenderli per non danneggiarle. Interessante anche il fatto che le piante vengono contenute in altezza, in modo da risultare accessibili senza l’utilizzo di scale.
Alla presentazione, in mezzo ai piccoli fusti delle prime migliaia di ciliegi che punteggiavano la grande area a verde, erano presenti l’Assessore all’Agricoltura, Fabio Rolfi, i Sindaci e i referenti istituzionali dei Comuni limitrofi di Cormano, Novate Milanese, Cusano Milanino, Cinisello Balsamo, Marzio Marzorati presidente del Parco Nord Milano, nonché Coordinatore di Federparchi Lombardia, Riccardo Gini, storico direttore del Parco Nord Milano e Cristina Chiappa, Presidente del Parco del Ticino e vice coordinatrice di Federparchi Lombardia.
Un Parco al mese
La conferenza “sul campo” è stato il momento istituzionale di apertura della rassegna di eventi “Un Parco al mese”, un ciclo di incontri promosso da Federparchi Lombardia in collaborazione con Regione Lombardia.
L’aspetto su cui Parco Nord Milano ha portato l’attenzione questo mese è la relazione tra aree protette, produzione agricola e cittadini, del quale il nuovo frutteto “urbano” è un chiaro esempio.
Fabio Rolfi, dopo aver sottolineato la volontà e la caparbietà degli agricoltori e il fatto che CiliegiaMi è la prova di quanto l’agricoltura sia anche ambiente, ha aggiunto: «Con iniziative come questa stimoliamo un rapporto più stretto tra agricoltura e aree protette, anche nell’ottica di promuovere il consumo di prodotti locali. Grazie all’attività agricola si può valorizzare al meglio un territorio attraverso le produzioni di qualità e l’opera di conservazione ambientale».
Riguardo all’iniziativa “Un Parco al mese” Cristina Chiappa ha evidenziato che «Il Progetto CiliegiaMi di Parco Nord Milano si inserisce in un progetto più ampio che ha l’obiettivo di far conoscere i nostri parchi con le loro realtà spesso problematiche, ma anche con iniziative belle come questa. Sono convinta anch’io che un’agricoltura consapevole e sostenibile faccia bene all’ambiente».
Parchi, agricoltura e consumi
«Un ciliegeto in un Parco urbano rappresenta una nuova sfida e un segnale di cambiamento nella relazione tra agricoltura urbana e consumi dei cittadini» ha spiegato Marzio Marzorati. «La realizzazione di questo frutteto è un esempio di integrazione tra agricoltura e natura che, oltre a ricostruire il paesaggio creando bellezza e rafforzando la rete ecologica del territorio, promuove una produzione sempre più in relazione con la città, creando un legame diretto tra chi produce e chi consuma». E poi ha concluso sorridendo e ottenendo il consenso e il plauso degli astanti: «Sarà uno spazio bellissimo anche per organizzare matrimoni all’aperto nel frutteto…»
Ciliege di alta qualità
«Abbiamo creato questo frutteto selezionando 20 varietà per gusto e consistenza, attraverso un lavoro di oltre 30 anni. A oggi abbiamo piantato 2500 alberi e completeremo il frutteto arrivando a 6000 ciliegi entro la fine del prossimo anno» raccontano Nicola Micheletti e Matteo Locatelli di CiliegiaMI.
«È la prima volta che il Parco Nord si presenta come parco agricolo e mi ha fatto molto piacere – spiega Riccardo Gini, Direttore di Parco Nord Milano –. Un secolo fa questa era una zona agricola ricchissima di gelsi per la coltivazione del baco da seta. Fu la guerra a distruggere non soltanto la Breda, ma anche l’agricoltura. Il Parco quando arrivammo noi poteva essere il luogo di un’ulteriore edificazione e invece in 40 anni si è trasformato in uno dei polmoni verdi della città con circa 500.000 alberi».
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.



