Kimono, pigiami, pantaloni palazzo, sabot e accessori. Sono solo alcuni dei capi prodotti da I was a Sari, impresa sociale indiana fondata da Stefano Funari nel 2013 e sostenuta da Oxfam Italia, che dal 12 maggio ne offrirà una selezione, oltre che negli Oxfam Shop, in vendita online sul nuovo sito e-commerce shop.oxfam.it.
Realizzati a mano da donne degli slum di Mumbai, recuperando vecchie stoffe inutilizzate, i capi di I was a Sari non solo danno nuova vita all’abito tradizionale femminile che è fonte di orgoglio culturale per le donne indiane, ma garantiscono loro l’indipendenza economica, offrendo un lavoro retribuito e finanziando programmi di miglioramento della condizione socio-economica femminile.
I was a Sari investe, infatti, il 100% dei profitti nell’impresa medesima. Il progetto, a cui hanno collaborato il Dipartimento di design della moda del Politecnico di Milano e varie ONG che lavorano nel territorio di Mumbai, nel 2021 ha coinvolto 176 artigiane in 6 centri di produzione, vendendo più di 160mila prodotti in oltre 250 negozi distribuiti in 20 Paesi in Europa, in India e negli Stati Uniti, per un totale di 151mila ore di lavoro.

Una borsa prodotta dall’impresa sociale “I was a Sari”. © Oxfam
Il progetto I was a Sari sarà illustrato in uno dei tavoli di Creiamo un futuro di uguaglianza, il primo Festival Oxfam in Italia che si terrà dal 12 al 13 maggio a Firenze presso l’Istituto degli Innocenti e online.
Il Festival, che vedrà nove incontri tematici, con la partecipazione di 60 relatori italiani e internazionali, si aprirà giovedì 12 con il Ministro Andrea Orlando e la presentazione del rapporto DisuguItalia: ridare, valore, potere e dignità al lavoro.
Nel corso delle due giornate il tema della lotta alle disuguaglianze sarà affrontato da vari relatori – tra cui Marina Sereni, Walter Ricciardi, Linda Laura Sabbadini, Ezio Mauro, Chiara Saraceno, Leonardo Becchetti, Winnie Byanyima, Gianna Fracassi, Giuseppe Provenzano, Gabriela Bucher e Ilaria D’Amico – con riferimento a diversi ambiti: dall’impresa alla scuola, dalla salute ai diritti civili, dalla cultura alla finanza, senza dimenticare la tragica attualità della guerra e il dramma dei rifugiati.
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