Oggi 3 marzo è la Giornata Mondiale della Natura Selvatica (World Wildlife Day), istituita dall’Onu sette anni fa per celebrare la data della firma della Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (CITES). L’obiettivo è preservare la biodiversità in tutto il mondo.
In un momento difficile come quello che stiamo vivendo, è importante comprenderne il vero significato: non è banalmente la giornata della piantina simbolicamente piantata nel giardino della scuola, ma dev’essere l’occasione per una presa di coscienza (così come è avvenuto per i cambiamenti climatici) di quale cataclisma può essere per l’umanità la perdita di piante e animali selvatici che contribuiscono all’equilibrio naturale.

L’emissione celebrativa di francobolli dell’ONU che rappresenta le specie migratorie nella lista protetta di CITES.
Sostenere tutta la vita sulla Terra
Il tema della Giornata mondiale della natura selvatica è “Sostenere tutta la vita sulla Terra”, flora e fauna selvatica, che sono a forte rischio estinzione. E non si tratta solo di “buon cuore” o di amore per la Natura. Ne va di mezzo la sopravvivenza stessa della specie umana.

L’emissione celebrativa di francobolli dell’ONU che rappresenta le specie migratorie nella lista protetta di CITES.
Fermare il commercio illegale
Come ha denunciato anche il WWF, «La crisi sanitaria legata alla diffusione del coronavirus conferma di come il commercio e l’uso insostenibile degli animali in via di estinzione e delle loro parti, sia per il consumo di cibo che per le credenze su un mai provato valore curativo, non solo rappresenti un danno enorme per la natura ma anche un pericolo sempre più grande per la salute del genere umano. Gli animali selvatici e gli ecosistemi che li ospitano devono essere protetti e rispettati perché le conseguenze delle nostre azioni miopi hanno effetti su tutta l’umanità in tanti sensi, compreso la distruzione di equilibri delicati che sono alla base della nostra salute» dice Isabella Pratesi, Direttore conservazione del WWF Italia.
La Terra, rileva la CITES, «ospita innumerevoli specie di fauna e flora, troppe per tentare persino di contarle. Questa ricca diversità, e i miliardi di anni durante i quali tutti i numerosissimi elementi hanno interagito, sono ciò che ha reso il nostro Pianeta abitabile per tutte le creature viventi, compresi gli esseri umani».
«Sembra che l’umanità abbia dimenticato quanto abbiamo bisogno della Natura per la nostra sopravvivenza e il nostro benessere. Man mano che la nostra popolazione e le nostre esigenze continuano a crescere, continuiamo a sfruttare le risorse naturali – comprese le piante e gli animali selvatici e i loro habitat – in modo insostenibile» è l’allarme del segretario generale dell’Onu Antonio Guterres. Quasi un quarto di tutte le specie sono attualmente a rischio di estinzione nei prossimi decenni».
CITES
La Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (CITES) è una convenzione internazionale firmata a Washington nel 1973. Ha lo scopo di regolamentare il commercio internazionale di fauna e flora selvatiche in pericolo di estinzione. Riguarda il commercio di esemplari vivi o morti, o solo parti di organismi o prodotti da essi derivati, mirando a impedire lo sfruttamento commerciale delle specie in pericolo, prima causa di estinzione, seguita dalla distruzione dell’habitat.
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