Chiamato anche Anatolian Karabash o Kangal, il Cane da pastore dell’Anatolia è una razza molto antica, come lo sono quasi tutte quelle raggruppate tra i molossoidi. Proviene dal lontano Oriente, dove sono stati trovati molti reperti ritraenti i suoi antenati.
Antichissimo cane da guardia delle greggi, discende probabilmente dai robusti cani da caccia che vivevano in Mesopotamia. La razza si è evoluta poi nel corso degli anni per accontentare varie circostanze, fra queste il clima e il modo di vivere delle popolazioni.
Alcune prove archeologiche lo classificano come discendente addirittura del grande “Mastino del Tibet”. Altre leggende invece, narrano che questo cane seguì i Giannizzeri, un corpo ottomano di uomini scelti formato da Maometto il conquistatore nel XIV secolo.
Bisogna dire che, nonostante ciò, questa razza è rimasta anonima fino al 1965, quando venne fondato in Gran Bretagna il primo Club di razza e stilato il suo primo Standard ufficiale. La razza è nota anche in Italia ma non è ancora molto diffusa, anche in virtù del fatto che non è facilmente gestibile in casa.

Anatolian Karabash. © Onur1991/CC BY-SA 3.0
Carattere e relazioni
Il Cane da pastore dell’Anatolia non è certamente un animale da appartamento e il carattere fa capire che non è adatto a tutti i tipi di padrone.
Reattivo ma non aggressivo, abituato da sempre a fare la guardia alle greggi, questo cane è un lavoratore instancabile e resiste a condizioni climatiche estreme, sia di freddo, sia di caldo.
Molto intelligente, fiero e sicuro di sé.
Forte e testardo, è sempre all’erta ma calmo, docile e mai servile, neanche con il proprietario e la sua famiglia, insomma ubbidisce lo stretto indispensabile.
Dal momento che è abituato a prendere decisioni in maniera autonoma, anche in assenza del padrone, non è un cane facilmente addestrabile.
Tende a essere estremamente territoriale.
Non è una razza adatta ai poco esperti o abituati a razze più docili, ci vuole tenacia e coerenza per educare un Kangal.
Con gli altri cani ha un rapporto piuttosto distaccato, perché i suoi interessi sono differenti da quelli di molte altre razze. Una cosa che non sopporta è la mancanza di rispetto degli spazi e, se un cane è troppo irruento, può farglielo notare con la sua austerità, facendolo allontanare senza impaurirlo.

Anatolian Karabash. © Karen Arnold/CC0
Caratteristiche fisiche
Cane di grande taglia, classificato morfologicamente come tipo Molossoide.
Ha un peso che varia dai 50 ai 64 chili per i maschi, mentre va da 41 a 59 chili per le femmine.
Il Cane da pastore dell’Anatolia è muscoloso e massiccio, con la testa larga e pesante, in particolar modo negli esemplari maschili. Le orecchie, di media dimensione, sono triangolari e arrotondate sulla punta, pendenti a riposo ma, tendono a sollevarsi quando il cane è all’erta.
Il tronco è robusto e mai grasso, termina con dei piedi altrettanto forti. Il muso è quadrato, con le labbra nere leggermente cadenti, il tartufo sempre color nero, tranne che nei rosso bruno.
Gli occhi, dal colore dorati o bruni, sono piuttosto piccoli rispetto al cranio, distanziati ma profondi e molto espressivi. Sono ammessi tutti i colori per il Cane da pastore dell’Anatolia e il suo pelo è corto e folto, è più lungo sul collo e sulle spalle e ovunque ha un caratteristico sottopelo.
Questa razza non è molto longeva e oltre alle classiche malattie che tutti i cani possono sviluppare, indipendentemente dalla razza e dalla taglia, nel Kangal possiamo vedere più di frequente: displasia dell’anca e del gomito, rottura del legamento crociato e complesso della dilatazione/torsione dello stomaco o lipomi.
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