Nasce dal dialogo tra il presidente del Museo delle Scienze di Trento (MUSE) Stefano Zecchi e l’architetto Michele De Lucchi la mostra “Dentro il colore. Attraverso la materia e la luce”, che si inaugura oggi, venerdì 25 novembre alle 18, al Palazzo delle Albere di Trento. Un percorso esperienziale dedicato alle diverse cromie e scandito da sette vulcani – coni di materia terrosa e colorata di bianco, rosso, giallo, verde, blu, viola e nero – sui cui fianchi trovano spazio oltre 100 reperti provenienti delle collezioni naturalistiche del museo, selezionati in base alla cromia di riferimento del vulcano. Pezzi che rappresentano la manifestazione della vita e della natura in ambito zoologico, botanico, mineralogico, petrografico e paleontologico.
La mostra sarà visitabile da sabato 26 novembre al 4 giugno 2023.
Tra le meraviglie esposte, un antico campione di croco dai petali di colore violetto, il Tarabuso, airone dal mimetico dal piumaggio screziato nei toni di giallo, la candida Predazzite, pietra ornamentale nata dall’incontro tra i vulcani triassici e le scogliere che oggi formano le Dolomiti, e lo straordinario “cuore di Vignola”, un campione di fluorite che irradia colori dal verde al violaceo in base al tipo di luce che lo illumina.
E ancora, le foglie fossili colorate di arancione da idrossidi di ferro e appartenenti a Glossopteris, genere estinto di piante risalenti a oltre 250 milioni di anni fa, che confermano la teoria della deriva dei continenti.
Le camere vulcaniche ospitano installazioni sonore e visive monocromatiche che favoriscono una personale esperienza immersiva, come un bagno nel colore con il corpo e con la mente, dove la luce del vulcano è definita da una precisa lunghezza d’onda a cui corrisponde un suono della stessa frequenza.
- Il tarabuso. © MUSE
- Il fagiano dorato. © MUSE
Come spiega Stefano Zecchi: «Nei vulcani, chi visita deve essere immerso in una complessità percettiva, immaginativa, sensoriale tumultuosa, senza respiro. Un percorso emozionale dedicato al colore e alla sua percezione».
L’intento è far scattare un pensiero, un’emozione che porti a una consapevolezza di quello che ci circonda e delle sue complesse interconnessioni. Concetto che è illustrato dall’architetto De Lucchi: «Il colore di per sé non esiste. È luce, energia e vibrazione di particelle. Siamo però abituati ad attribuirlo alla materia. Tutta la mostra gira attorno a questa relazione tra materia e luce, tra tangibile e intangibile, tra realtà e immaginazione».
- Fluorite a forma di cuore. © MUSE
- Glossopteris, piante estinte che vissero tra il Permiano inferiore e il Triassico inferiore. © MUSE
La mostra propone approfondimenti attraverso la proiezione di un court métrage di interviste autoriali realizzate grazie al contributo di docenti, ricercatori e ricercatrici dell’Università di Trento. Dialoghi sul colore nell’ambito delle neuroscienze, della biologia e delle scienze umane e filosofiche, con un focus sui colori nelle piante e nel cibo.

Palazzo delle Albere, a Trento, sede della mostra.
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