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Due tesori della costa olandese – Parte II

Il Parco nazionale di Lauwersmeer

Il Parco nazionale di Lauwersmeer
I cavalli di Lauwersmeer ai margini della laguna. © Marcel van Kammen

Francesco Tomasinelli Francesco Tomasinelli 7 Ago 2019

Qui trovate la prima puntata del viaggio

Le guide del parco la chiamano la “porta che vola”: è l’aquila di mare coda bianca, uno degli uccelli più carismatici che nidifica all’interno Parco Nazionale di Lauwersmeer con almeno una coppia dal 2010. Il soprannome fa riferimento alla sagoma squadrata in volo di questo grande rapace, che sfiora i 2,5 metri di apertura alare. Anche se è difficile da osservare, l’aquila di mare è una presenza talmente potente da aver ispirato la scultura simbolo di questo parco, istituito nel 2003 e poi inserita nella grande area UNESCO del Mare di Wadden: una grande piastra di metallo con la sagoma di un’aquila disegnata all’interno, che si affaccia su uno dei luoghi più incontaminati della grande laguna attorno alla quale si sviluppa il parco. Se ci reca sull’isola di Schiermonnikoog vale davvero la pena fermarsi almeno un giorno anche in questa area protetta, visto che si trova pochi km più a Sud, lungo la costa.

Oche facciabianca alla fine della primavera. © Francesco Tomasinelli

Qui negli anni ’60 venne costruito un sistema di dighe, con chiuse regolabili, per proteggere il litorale dalle maree. L’acqua dolce, che arriva dall’entroterra con i fiumi, ha adesso sostituito quella salata nel grande invaso della laguna di Lauwersmeer che interessa un’area di 5 km di ampiezza, dando vita ad un habitat completamente nuovo. La profondità è limitata a 6 8 m, e le sponde ospitano una ricca vegetazione ripariale, praterie e tratti di foresta umida ben conservata, che la rendono una delle aree umide nel Nord Europa più importanti per gli uccelli. Oltre a più di 100 specie nidificanti, si incontrano anche le lontre, aumentate di numero negli ultimi anni.

Per mantenere gli spazi aperti, che sono interessanti per molte specie, sono stati inseriti i cavalli e mucche delle Highlands (quelle con la lunga pelliccia bruna, tipica degli altopiani scozzesi) che brucano la vegetazione mantenendola a livello costante.

La scultura con l’aquila di mare, simbolo del Parco – © Marcel van Kammen

Diversamente da Schiermonnikoog che ha nel paesaggio e nelle vaste distese di sabbia sul Mar Baltico il suo punto di attrazione, il parco di Lauwersmeer è soprattutto un’area adatta al birdwatching. Ma è un birdwatching di primo livello, con molte specie che da noi in Italia non sono facilmente osservabili. Tra le più entusiasmanti ci sono pettazzurro, basettino, tarabuso e la già citata aquila di mare. Alla fine di agosto, inoltre, centinaia di spatole, si radunano nella laguna per alimentarsi prima di partire per l’Africa orientale dove vanno a svernare. La primavera e l’autunno sono le stagioni più indicate perché alle specie residenti si aggiungono i migratori, tra cui immensi stormi di oche facciabianca.

Il centro visite di Lauwersmeer, dedicato agli uccelli. © Francesco Tomasinelli

L’approccio migliore è girare con l’auto o con le biciclette lungo tutto il profilo del parco, muovendosi attorno alla laguna centrale. Ci sono diversi capanni, splendidamente mantenuti, dove fare osservazioni. È sempre meglio fermarsi almeno una mattina e una sera, approfittando anche della notte: Lauersmeer ha un inquinamento luminoso molto ridotto (viene chiamato anche Dark Sky Park) e consente di osservare magnifiche stellate, soprattutto in estate, quando le belle serate sono più frequenti.

 

Per informazioni:

https://hollandnationalparks.com
https://www.np-lauwersmeer.nl/english-information/

  • argomenti
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