Si è chiusa domenica 28 agosto la ventottesima edizione del Film Festival della Lessinia, la rassegna cinematografica internazionale dedicata a pellicole (documentari, fiction e animazioni) che narrano vita, storia e tradizioni delle montagne di ogni angolo del pianeta.
di Emanuele Fiorio
Una edizione che ha voluto mettere al centro il tema della sostenibilità– anche attraverso l’adesione al progetto “Verona Green Movie Land” (vgml.it) – ed il mondo contadino, quel rapporto tra uomo e natura che Pier Paolo Pasolini, a cui il Festival ha dedicato una retrospettiva, vedeva irrimediabilmente compromesso dall’affermarsi della società consumistica e dall’abbandono del senso di appartenenza alla propria terra.
Una serie di appuntamenti per cogliere ed approfondire le sfide epocali che stiamo vivendo, come ha evidenziato il direttore artistico del Film Festival della Lessinia, Alessandro Anderloni: “I cambiamenti climatici, il rapporto civiltà-selvaggio, le relazioni e la convivenza tra popoli e culture, la dialettica tra le dinamiche economiche e il rispetto delle libertà e dei diritti umani”.
Anche quest’anno il Teatro Vittoria di Bosco Chiesanuova, paese montano in provincia di Verona e cuore della Lessinia, ha ospitato la kermesse che ha selezionato 68 film (tra le 982 opere cinematografiche pervenute) provenienti da 44 Paesi, di cui 29 anteprime italiane.
Ma il Film Festival della Lessinia, come da tradizione, non è stato solo un eccezionale appuntamento dedicato alla settima arte. La Piazza del Festival ha dato spazio ad un ricco programma di eventi, ben 91 tra escursioni nel territorio del Parco Regionale della Lessinia, presentazioni letterarie, incontri culturali, tavole rotonde, mostre, concerti e laboratori didattici per bambini.
Le opere premiate
Nella sezione Concorso sono state 27 le pellicole in competizione per aggiudicarsi la Lessinia d’Oro per il miglior film in assoluto e la Lessinia d’Argento per il miglior lungometraggio e per il miglior cortometraggio.
Ha vinto l’opera “Drii Winter” (Germania e Svizzera, 2022) di Michael Koch, regista e sceneggiatore di Lucerna che si è aggiudicato la Lessinia d’Oro come miglior film in assoluto.
Già selezionato dall’Ufficio federale svizzero della cultura per la corsa agli Oscar nella categoria “Miglior film internazionale”, il film racconta la travagliata storia d’amore tra Anna e Marco, ambientata in un remoto paesino di montagna delle Alpi svizzere. Insieme sperimentano la gioia dell’amore e la vicinanza della famiglia ma Marco soffre di un tumore al cervello che gli fa perdere sempre più spesso il controllo di sé. Ne derivano tensioni con gli abitanti del villaggio e nel suo rapporto con Anna. Attraverso l’alternarsi delle stagioni e la durezza della vita, la vicenda narra la lotta di Anna per preservare un amore che crede possa superare anche la morte.
“Tardo agosto” (Italia, 2021) di Federico Cammarata e Filippo Foscarini è stato premiato con la Lessinia d’Argento per il miglior lungometraggio.
Il film descrive attraverso lunghe immagini emblematiche, un territorio rurale siciliano arretrato e dimenticato, fatto di attività agricole precarie, immigrazione, incendi boschivi e solitudine. La macchina da presa si immerge nei paesaggi e nella natura di un’isola ambivalente attraverso immagini forti, capaci di trasmettere in alternanza quiete e tensione, provocando impressioni estetiche, ma anche sollevando questioni etiche.
Il cortometraggio in anteprima italiana “Gavazn” (Iran, 2021) del regista esordiente Hadi Babaeifar si è aggiudicato il premio Lessinia d’Argento per il miglior cortometraggio.
In un villaggio remoto dell’Iran, il fratello minore di Ehsan è malato e lotta per la vita. I genitori lo portano in città ma neppure lì possono aiutarlo. Tornato al villaggio, la salute del fratello diventa sempre più critica.
Quando i genitori lo portano via dai parenti, Ehsan di notte e sotto la neve riparte verso casa per difendere il fratello dall’angelo della morte Azreal, che può apparire sotto qualsiasi forma, anche quella di un cervo.
Il Green Planet Movie Award al miglior film della sezione FFDLgreen è stato assegnato a “Into the ice” (Danimarca e Germania, 2022) del regista e fotografo Lars Henrik Ostenfeld. Un avvincente racconto documentaristico sulle conseguenze del cambiamento climatico in Groenlandia attraverso le ricerche di tre glaciologi per decifrare e comprendere ciò che il ghiaccio può dirci sul nostro clima, sul nostro passato e sul nostro possibile futuro. Un’opera di forte impatto in grado di scuotere le coscienze e regalare un quadro più preciso e chiaro del probabile futuro che attende gli insediamenti costieri visto che, come viene sottolineato nel film, circa il 40% della popolazione mondiale vive lungo le coste.
«Abbiamo assistito in questa edizione, come non mai, ad un Festival che è diventato oggi un laboratorio di riflessione sui grandi temi dei popoli e, fra questi, della sostenibilità. Il cinema è uno straordinario veicolo di approfondimento culturale, oltre che di scoperta del territorio» ha chiosato Anderloni.
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