Ginevra, 19 giugno 2018. Un lancio di agenzia aveva titolato: «L’operazione ThunderStorm – battezzata così proprio per dare il senso di un ‘temporale’ transcontinentale – è durata un intero mese e ha colpito duramente i criminali che agiscono a danno di fauna e flora».
Contro il traffico di animali
Si trattò di una delle più grandi operazioni realizzate fino a quel momento a livello mondiale, che portò a eseguire 1.974 sequestri con l’identificazione di 1.400 persone sospettate di avere commesso reati ambientali.
Tra i sequestri troviamo: 1,3 tonnellate di avorio di elefante grezzo, 8 tonnellate di scaglie di pangolino, 4.000 uccelli (pellicani, struzzi, pappagalli e gufi) e 27.000 rettili (inclusi 869 alligatori e coccodrilli, 9.590 tartarughe e 10.000 serpenti), 14 grandi felini, 48 primati, le carcasse di 7 orsi inclusi 2 orsi polari.
Due assistenti di volo furono arrestati a Los Angeles per aver trasportato tartarughe di specie protetta nel loro bagaglio personale. Per entrambi scattò l’accusa di contrabbando di specie protette dalla Cites, e fu avviata un’indagine transnazionale tra i Paesi interessati.
Un uomo fu arrestato in Israele e successivamente consegnato alle autorità della Thailandia: in epoca di social, infatti, aveva postato sul suo profilo fotografie in cui cacciava animali protetti.
Una perquisizione successiva portò al sequestro di numerosi animali uccisi illegalmente. Ulteriori indagini di follow-up rivelarono che l’indagato era anche impegnato nel traffico di persone e nello sfruttamento di lavoratori immigrati.
Nell’ambito della stessa operazione, le autorità canadesi avevano intercettato un container con 18 tonnellate di carne di anguilla, provenienti illegalmente dall’Asia e destinate alla vendita sui mercati americani.
Episodio tratto dal libro:

“Cani, falchi, tigri e trafficanti”
di Ermanno Giudici con Paola D’Amico
338 pagine, 17,90 Euro
Sperling & Kupfer Editore




