Partiamo da un numero cardinale: 9000, ovvero le specie di anfibi descritte ufficialmente all’inizio del 2026. Un traguardo simbolico, ma per chi insegue rane e salamandre è un numero vivo, che cambia sotto gli occhi.
Vale la pena ricordare le origini. Gli anfibi sono comparsi circa 370 milioni di anni fa e sono stati i primi vertebrati a compiere il passo dall’acqua alla terraferma. Hanno conservato una pelle nuda, permeabile, senza squame né piume, attraverso cui respirano e si idratano, ma assorbono anche tossine ambientali come pesticidi e metalli pesanti. La stessa pelle è però un’arma: le rane freccia appartenti alla famiglia Dendrobatidae dell’America centrale e meridionale – si sa – sintetizzano alcuni dei veleni più potenti conosciuti.
Una continua scoperta
Novemila non è un punto d’arrivo. Il numero di specie note cresce ogni anno: ogni spedizione in foresta pluviale o torrente inesplorato può restituire una forma nuova alla scienza. Molte specie, peraltro, quando ottengono un nome ufficiale sono già minacciate. A volte lo sono ancora prima di essere descritte: trovi un animale, lo fotografi, e mentre scrivi l’articolo che lo descrive scopri che il bosco è già stato tagliato. Inoltre, le nuove tecniche genetiche rivelano popolazioni un tempo considerate un’unica specie come in realtà due o più entità distinte, separate da millenni di isolamento.

Salamandra atra aurorae, rarissima sottospecie micro-endemica delle Alpi orientali. © Lucio Bonato via Wikimedia Commons / CC BY-SA 4.0
Gli anfibi sono il gruppo più minacciato tra i vertebrati
Oltre il quaranta per cento delle specie valutate rischia l’estinzione. Ho visto stagni prosciugarsi, foreste ridursi a isole, popolazioni alpine diventare silenziose. Eppure, questi animali restano tra i più affascinanti: metamorfosi che ribaltano corpo e vita, cori notturni che identificano specie meglio di ogni descrizione, cure parentali sorprendenti, veleni raffinati e mimetismi che ingannano l’occhio più esperto.
Preziose sentinelle
La fragilità degli anfibi è un termometro della salute dei nostri ambienti: foreste, paludi, torrenti alpini, risaie. A tutto questo si aggiunge il riscaldamento globale, che ridisegna gli habitat: molti anfibi non reggono l’innalzamento delle temperature e rischiano l’estinzione con una rapidità che la conservazione tradizionale fatica a contrastare.
9000: Leptobrachella cathaya
Il raggiungimento della novemillesima specie ha un volto minuscolo: Leptobrachella cathaya, il “rospo della lettiera di Huaping”. Grande quanto un’unghia, scoperto tra le montagne carsiche del Guangxi, in Cina, ha un’iride bicolore singolare. Sotto quella livrea si nasconde un adattamento raffinato: la specie scagliona la riproduzione per evitare la competizione con specie affini. Ma vive in micro-habitat ristretti, esposti a ecoturismo non regolamentato, degrado e frammentazione.
Quanto siamo lontani dal conoscere davvero questo mondo? Le curve di scoperta suggeriscono che le novemila specie note di anfibi potrebbero essere solo la metà della ricchezza reale, stimata tra quindicimila e sedicimila specie. Il problema è che la velocità di descrizione si scontra con l’ostacolo tassonomico: la cronica carenza di fondi e la disparità geografica della ricerca.
Nota dell’autore
Questa rubrica nasce per raccontare gli anfibi come capitolo centrale della crisi di biodiversità. È il filo della mia vita professionale, dedicata a invertire il trend di estinzione. Gran parte del mio impegno di ricerca l’ho speso in Madagascar, dove ho lavorato fianco a fianco con colleghi malagasy. Ma non ho mai smesso di guardare all’Italia, che vanta la fauna batracologica più ricca d’Europa, con oltre 40 specie endemiche che meritano attenzione e affetto. Qui ancora adesso sto seguendo importanti progetti di conservazione.
Nel corso di “Mondo Anfibio” racconterò di scoperte e, purtroppo, di estinzioni, mettendo insieme studi e ricerche in corso. Con esempi concreti e immagini, spero di farvi innamorare di un mondo che a molti sembra piccolo e defilato, e che invece è uno dei più vulnerabili e affascinanti che la natura ci abbia messo davanti.
Il tutto alternando meraviglia e conservazione, perché le due cose non si separano.
Bibliografia e fonti di approfondimento
Borzée, A., & Button, S. (2026). Meet the 9000th amphibian: a milestone and urgent conservation call. IUCN SSC Amphibian Specialist Group. Disponibile su: iucn-amphibians.org
Button, S. T., Andreone, F., & Borzée, A. (2026). Amphibians reach 9,000 described species: a summary of ongoing trends, challenges, and opportunities. FrogLog, 32(1) [128]: 1–5. Disponibile su: iucn-amphibians.org PDF
Huang, Z., Zeng, Z.-C., Wang, H.-T., Lyu, Z.-T., Huang, H.-H., Liu, H., Wang, J. & Mo, Y.-M. (2026) A new species of the genus Leptobrachella (Anura, Megophryidae) from Guangxi Huaping National Nature Reserve, South China. Zootaxa, 5752 (4): 474–496.
Luedtke, J.A. et al. (2023). Ongoing declines for the world’s amphibians in the face of emerging threats. Nature 622: 308–314.
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