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LE RAZZE DEI CANI vai alla rubrica

Bulldog inglese, cane allegro con un passato feroce

Il bulldog inglese è uno dei cani più strani al mondo: basso e tarchiato, ma al tempo stesso possente e massiccio

Bulldog inglese, cane allegro con un passato feroce

Raffaele Ortisi Raffaele Ortisi 8 Giu 2022

Il nome BullDog (tradotto Cane da Toro) identifica chiaramente l’origine combattente di questo cane, di cui le prime notizie certe risalgono ai primi anni del 1600. In quegli anni, infatti, prese piede in Inghilterra la pratica del bull baiting, letteralmente “tormento dei tori”, una forma di spettacolo con l’utilizzo di bovini e cani addestrati per combatterli, che fu largamente diffusa in Gran Bretagna tra il Medioevo e il XIX secolo. La regina Elisabetta I era una grande sostenitrice di questa pratica “sportiva”.
I Bulldog venivano allevati per essere delle vere e proprie macchine da guerra, ferocissimi, coraggiosi e assolutamente insensibili al dolore. Una selezione estrema che portò questi cani a essere additati come ingestibili e feroci, di fatto rischiandone l’estinzione.
Nell’esposizione di Birmingham del 1860 vennero, però, riproposti alcuni esemplari di Bulldog nel tentativo di recuperare la razza e fu un successo.
Lentamente gli allevatori si sono adattati al nuovo standard, proponendo quindi un cane più basso e tozzo.
Il carattere subì un radicale cambiamento, perdendo del tutto l’aggressività e facendo posto a un serafico equilibrio.

Caratteristiche

È indubbiamente uno dei cani più strani al mondo, basso, tarchiato e al tempo stesso possente e massiccio.
La testa è grande e lievemente sproporzionata alla taglia. Il cranio, ricoperto di rughe, è largo e il muso è corto e schiacciato.
Gli occhi sono rotondi, bassi, di media grandezza e ben distanziati fra loro di un marrone scurissimo.
Le orecchie sono piccole e a forma di rosa, attaccate alte. Particolarità di questi cani è l’evidente prognatismo (ossia la sporgenza della mandibola in relazione alla mascella) che lascia addirittura scoperta la dentatura della mandibola.
Il pelo è corto e molto liscio e i colori possono essere: rosso tigrato, beige, bianco puro, rosso e pezzato.
La taglia viene espressa in peso, 25kg per i maschi e 22,7 per le femmine.

Carattere e attitudini del Bulldog

Equiparare i sanguinari progenitori del Bulldog al sonnecchiante e bavoso cane che abbiamo in salotto risulta sempre un po’ ridicolo.
Questo radicale cambiamento è dovuto all’attento lavoro di selezione di un gruppo di allevatori, volto ad eliminare completamente l’aggressività di questo cane.
Attualmente il Bulldog è un cane allegro, gioioso e molto affettuoso, sempre disposto a scherzare e a condividere momenti di comune sollazzo con i proprietari. Sa effettivamente diventare un vero e proprio clown. Quando un ospite arriverà in casa, lo vedrete assumere una posizione seria e guardinga (in realtà piuttosto comica, ma da non sottovalutare), salvo poi lanciarsi in pagliacciate varie una volta fatte le presentazioni in maniera adeguata.
Se, tuttavia, un membro del nucleo famigliare dovesse subire un’aggressione, il simpatico pagliaccio sparirà e in men che non si dica riapparirà il sanguinario e ferocissimo Bulldog di un tempo. Nonostante la piccola taglia il suo morso è ancora di puro acciaio e la sensibilità al dolore è praticamente nulla!
Il Bulldog ha diversi interessi, ma solo uno è davvero importante: la “spaparanzata tattica” sul divano, solitamente a pancia all’aria, sprofondato in un sonno profondo (attenzione: russano come dei mantici). Questi cani sono, infatti, dei grandi pantofolai e se chiederete loro di uscire in passeggiata vi guarderanno con uno sguardo che tradotto significherebbe: “d’accordo, vengo…però che p….”.
Compito del proprietario sarà quello di gestire in maniera appropriata l’attività fisica del cane, senza tuttavia esagerare: i Bulldog, a causa della loro conformazione fisica, soffrono molto il caldo e il “colpo di calore” è sempre dietro l’angolo. In generale non sono consigliati degli sforzi prolungati.

 

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riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com
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