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Natura
Animali, piante e habitat
PETIZIONE DI GREENPEACE​

Ecco perché non dobbiamo permettere che scompaiano le api

Ecco perché non dobbiamo permettere che scompaiano le api

Redazione Redazione 18 Gen 2017

​Mele, pomodori, fragole e mandorle. Un terzo degli alimenti che consumiamo regolarmente dipende direttamente delle api, così come la produttività del 75% delle nostre principali colture agricole. Facile, quindi, immaginare gli immensi danni all’ambiente e all’agricoltura che la scomparsa delle api causerebbe. Purtroppo, però, questo scenario si sta già realizzando: l’utilizzo massiccio di insetticidi sta portando al declino della popolazione di questi insetti impollinatori.
«L’attuale sistema di agricoltura industriale basato sulla dipendenza dai pesticidi chimici come, ad esempio, i neonicotinoidi non è più sostenibile – ha dichiarato Greenpeace –. Recenti studi, infatti, hanno confermato che i neonicotinoidi danneggiano non solo le api, ma anche i bombi, le farfalle, gli insetti acquatici e persino gli uccelli, con possibili ripercussioni su tutta la catena alimentare. Quello che chiediamo al Governo Italiano e alla Commissione Europea è la messa al bando definitiva dei pesticidi dannosi per le api e che vengano aumentati i finanziamenti per la ricerca, lo sviluppo e l’applicazione di pratiche agricole ecologiche».

L’UE chiamata ad una decisione

In effetti, nel 2013, l’Unione Europea – anche a seguito delle pressioni delle associazioni ambientaliste – aveva adottato un divieto parziale e temporaneo nell’utilizzo di alcuni pesticidi contenenti clothianidin, imidacloprid e thiamethoxam. Tutti composti che l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare aveva indicato come i più pericolosi per la sopravvivenza delle api.
La normativa è però in scadenza e quest’anno i Paesi membri saranno chiamati alla decisione di mantenere, estendere oppure annullare il divieto sull’utilizzo di questi prodotti. Per questo motivo Greenpeace ha lanciato una petizione affinché questi pesticidi siano messi al bando definitivamente. «Non c’è tempo da perdere – ha concluso l’associazione – e insieme possiamo fare ancora una volta la differenza».

 

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riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com
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