Sembrerà paradossale, ma colossi del web come Google e Facebook si affidano quasi esclusivamente alle segnalazioni degli utenti per rimuovere video e immagini contenenti materiale illecito.
Una procedura farraginosa e poco chiara, che permette la circolazione sempre più frequente sul web di immagini di maltrattamenti contro gli animali.
Cosa fare, quindi, se si incappa in video del genere? L’Oipa, l’organizzazione internazionale protezione animali, in collaborazione con l’azienda specializzata Tutela Digitale, ha lanciato una campagna ad hoc: “Stop viral animal cruelty”.
Compilando l’apposito modulo le immagini saranno segnalate e l’Oipa avvierà la procedura per chiedere la rimozione del contenuto dal web.
Da sapere prima di compilare il modulo
La segnalazione sarà anonima: basterà fornire il proprio indirizzo e-mail che non verrà divulgato a terzi.
Tuttavia, non si ha garanzia che il contenuto – seppur illecito – venga rimosso. Un eventuale esito negativo della procedura dipende dalle politiche di gestione di alcuni siti web e social network.
Per questo, è sempre importante fare denuncia all’autorità giudiziaria per risalire agli autori del maltrattamento. La denuncia, in forma scritta, può essere sporta alla Polizia Postale, ai Carabinieri e alla Polizia di Stato.
Cosa fare e cosa no
La prima regola è anche la più importante: mai condividere i video di maltrattamenti. La loro diffusione, infatti, genera solo visibilità e rischia di aumentare il fenomeno dell’emulazione.
Anche se si assiste di persona a un maltrattamento è possibile fare una segnalazione alle Guardie eco zoofile dell’Oipa, compilando questo modulo.
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