Un sistema composto da otto pianeti – tanti quanti quelli che ruotano attorno al nostro Sole – è stato scoperto dal telescopio spaziale Kepler, che dal 2009 indaga l’esistenza di mondi simili al nostro in sistemi extrasolari. L’annuncio è stato dato dalla Nasa nel corso di una conferenza stampa e lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Astronomical Journal.
«Per la prima volta da quando i pianeti del nostro sistema solare sono stati scoperti abbiamo la certezza che il nostro non è il solo a contenere un numero così elevato di pianeti», ha spiegato l’astronomo Andrew Vanderburg.
L’importanza dell’intelligenza artificiale
Il nuovo pianeta extrasolare, o esopianeta, si chiama Kepler-90i e va ad aggiungersi ai sette già scoperti in rotazione attorno alla stella Kepler-90, posta a una distanza di 2545 anni luce da noi. La scoperta è stata resa possibile grazie ad un sistema di intelligenza artificiale messo appunto da Google che ha elaborato informazioni su 35.000 potenziali pianeti extrasolari individuati dal telescopio spaziale Kepler.

Una versione ridotta del nostro sistema solare m con qualche differenza
Secondo i ricercatori della Nasa, il sistema solare Kepler-90 è una versione in scala ridotta del nostro, anche se con alcune differenze. Gli otto pianeti si trovano, infatti, molto più vicini alla loro stella di quanto lo siano i nostri e l’ottavo scoperto – in terza posizione rispetto al suo sole come la Terra – ha un diametro maggiore del 30% rispetto al nostro Pianeta e un moto di rivoluzione molto più rapido. «L’ultimo pianeta scoperto, Kepler90i, compie un’orbita di appena 14,4 giorni contro i 365 della Terra – ha spiegato Paul Hertz, direttore della divisione di astrofisica della Nasa». E proprio la distanza ravvicinata alla sua stella fa ipotizzare che la sua superficie abbia un calore di oltre 400 gradi, non permettendo la presenza di acqua e vita.
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