Il 73% dei cinesi ritiene che i cambiamenti climatici siano tra i grandi temi che la società deve affrontare, una percentuale di gran lunga superiore a quella degli europei (47%) e degli americani (39%). Sono alcuni dei dati più importanti contenuti nella seconda edizione dell’indagine sul clima lanciata dalla Banca europea per gli investimenti (BEI). All’indagine, condotta in partenariato con la BVA, una società di consulenza specializzata in ricerche di mercato, hanno partecipato 30.000 persone residenti in 30 Paesi.
In Cina tanti problemi ma grande ottimismo
I dati del sondaggio, studiato per capire come le persone percepiscono i cambiamenti climatici e i loro impatti nella vita di tutti i giorni, mostrano anche come gli stessi cinesi, pur abitando in alcune delle città più inquinate del mondo (seconde solo a quelle indiane), siano sostanzialmente più ottimisti dei cittadini che vivono in altre regioni del mondo: ben l’80% degli intervistati nel “gigante” asiatico crede che sia ancora possibile invertire la tendenza del climate change. Un ottimismo condiviso solo dal 59% degli europei e dal 54% degli americani.

Più colpiti nell’Europa del Sud
In Europa l’indagine della BEI rivela che per i cittadini dei paesi dell’Europa del nord (Danimarca, Olanda, Germania o Austria) la crisi climatica è la minaccia principale a cui devono oggi confrontarsi ma non ne sono condizionati in modo rilevante nella loro vita quotidiana, mentre sono i cittadini dei Paesi mediterranei quelli che lamentano un maggiore impatto, con percentuali che vanno dal 94% per gli italiani all’87% per gli spagnoli (per i danesi la quota si attesta al 63% e al 66% per gli svedesi).

I ragazzi italiani pronti a partire
In Italia la maggior preoccupazione è la disoccupazione, seguita dalla crisi finanziaria e, solo al terzo posto, dalla questione climatica. L’86% degli intervistati riconosce comunque come l’uomo abbia grosse responsabilità sulle cause dei cambiamenti climatici e prevede che in futuro sempre più profughi saranno costretti a fuggire dal paese in cui risiedono a causa delle condizioni climatiche estreme. C’è, però, un diffuso ottimismo visto che il 69% crede comunque che sia ancora possibile invertire la tendenza: una percentuale che è di 10 punti superiori alla media europea (59%). A preoccuparsi sono invece i nostri giovani: il 38% di quelli tra i 15 e i 29 anni crede che dovrà trasferirsi all’estero in conseguenza dei cambiamenti climatici.
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