Nell’agosto scorso, un team di scienziati e ambientalisti ha acceso nuove speranze per i tentativi di salvare dall’estinzione il rinoceronte bianco settentrionale (Ceratotherium simum cottoni).
Occorre ricordare che nel marzo del 2018 è morto Sudan, l’ultimo individuo maschio di rinoceronte bianco settentrionale ancora presente in Natura, che viveva nella riserva di Ol Pejeta in Kenya.
La Rivista della Natura ha raccontato la storia di Sudan attraverso l’intervista/reportage della fotografa americana Ami Vitale “Dentro la storia”.
All’interno dell’area protetta ora sono rimaste solo la sorella Najin e la figlia Fatu dell’ultimo rinoceronte bianco, sorvegliate a vista da una scorta di uomini armati per difenderle dalle incursioni dei bracconieri.
Il team del progetto BioRescue ha raccolto le uova delle due femmine rimanenti, le ha inseminate artificialmente utilizzando sperma congelato degli ultimi maschi deceduti ed è riuscito a creare due embrioni vitali di rinoceronte bianco settentrionale.

Fatu, la femmina di rinoceronte bianco settentrionale che vive nella riserva di Ol Pejeta. In secondo piano un esemplare di rinoceronte bianco meridionale. © Photo by Ami Vitale
Il progetto ha avuto il grande sostegno del governo keniota e, alla presenza di Najib Balala del ministero del Turismo e della Fauna Selvatica del Kenya, il 17 dicembre 2019 il team ha ripetuto la procedura con le rinoceronti bianche settentrionali Najin e Fatu, presso la Riserva di Ol Pejeta, in Kenya, riuscendo a creare un nuovo embrione proprio nel recente periodo natalizio.
- I team di ricercatori del progetto BioRescue durante la delicata fase di raccolta degli ovociti dalle due femmine rimaste di rinoceronte bianco settentrionale, Ol Pejeta Conservancy, 17 dicembre 2019. © Photo by Ami Vitale
- Il Prof. Thomas Hildebrandt con l’assistenza della Dr.ssa Susanne Holtze, ricercatori dell’Istituto Leibniz-IZW per la zoologia e la ricerca sulla fauna selvatica, al lavoro per separare i preziosi ovociti di rinoceronte da affidare per la fecondazione al laboratorio italiano Avantea. © Photo by Justin Mott
Questo nuovo successo aumenta notevolmente le possibilità sviluppare una prole. La procedura si è dimostrata sicura e riproducibile e può essere eseguita regolarmente prima che gli animali diventino troppo vecchi. Sono già in corso, infatti, i preparativi per le prossime fasi della missione di salvataggio del rinoceronte bianco settentrionale.
Il piano è di selezionare un gruppo di rinoceronti bianchi meridionali (Ceratotherium simum simum) presso la Riserva di Ol Pejeta, una cui femmina potrebbe fungere da madre surrogata per l’embrione del rinoceronte bianco settentrionale.
Il contributo italiano
Gli animali sono stati posti sotto anestesia generale e nove ovociti immaturi – tre di Najin e sei di Fatu – sono stati prelevati dalle ovaie degli animali con una sonda guidata da ultrasuoni. L’anestesia e il prelievo degli ovociti è avvenuto senza problemi e senza complicazioni. Gli ovociti sono stati trasportati immediatamente al Laboratorio Avantea in Italia.
Dopo l’incubazione e la maturazione, gli ovociti, quattro di Fatu e uno di Najin, sono stati fecondati con sperma con una procedura chiamata ICSI (Intra Cytoplasm Sperm Injection). Uno dei cinque ovuli fecondati da Fatu si è sviluppato in un embrione vitale, grazie anche a un innovativo incubatore da banco con capacità di monitoraggio continuo degli embrioni, progettato per fornire un ambiente di incubazione individualizzato e indisturbato, donato da Merck. L’embrione è ora conservato in azoto liquido insieme ai due embrioni delle prime procedure.
Il progetto è stato oggetto di una valutazione etica completa, effettuata dall’Università di Padova.
I prossimi passi
Il piano è di selezionare un gruppo di rinoceronti bianchi meridionali (Ceratotherium simum simum) presso la Riserva di Ol Pejeta, una cui femmina potrebbe fungere da madre surrogata per l’embrione del rinoceronte bianco settentrionale.
Nonostante siano ancora necessarie ulteriori ricerche, il team si aspetta che un primo tentativo per questo passo cruciale, mai raggiunto prima, possa essere intrapreso nel 2020.
Tutti possono contribuire al progetto con una donazione qui.
Si può sostenere l’attività della Riserva di Ol Pejeta, in Kenya, qui.
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