di Emanuele Fiorio
Un lunga fila ha attraversato domenica 26 gennaio il sentiero della Lessinia che porta da Conca dei Parpari (comune di Roveré Veronese) a San Giorgio (comune di Bosco Chiesanuova), in provincia di Verona.
Un serpentone impressionante di oltre 3.000 persone per dire ancora una volta no alla riduzione dei confini del Parco Regionale della Lessinia e per affermare la necessità di conservare la biodiversità, tutelare e comunicare questi splendidi territori, sviluppare il turismo sostenibile.
Un’iniziativa di grande successo per rispondere alla vicenda datata luglio 2019 quando tre consiglieri regionali veronesi (Montagnoli, Valdegamberi e Corsi) predisposero un progetto di legge di iniziativa consiliare per la ridefinizione dei confini del Parco, declassando il 17% (1.700 ha su 10.201 ha totali) della superficie ad “area contigua”. Cos’è un’area contigua? Si tratta di un’area in cui le regioni possono disciplinare l’esercizio della caccia controllata, riservata ai soli residenti dei comuni dell’area naturale protetta e dell’area contigua.
In particolare si vorrebbe ridurre la tutela dei canyon carsici tipici della zona (chiamati vaj nel dialetto locale): Vajo dei Falconi, Vajo dell’Anguilla, Vajo di Squaranto, corridoi ecologici dove la fauna trova rifugio e polmoni boschivi dove si incontrano condizioni ideali per lo sviluppo della flora.
La motivazione principale del taglio, già paventato da anni, è la presenza eccessiva di cinghiali, specie invasiva che in numero eccessivo crea molti problemi sia alle attività economiche che all’ambiente stesso.
Gli studi però rivelano che le specie nei 30 anni dalla nascita del Parco sono passate da 111 a 190. Sulle pareti rocciose dei vaj nidificano specie protette dalla “Direttiva Uccelli” (2009/147/CE) dell’Unione Europea: Falco Pellegrino, Aquila Reale, Gufo Reale. Ad essi si aggiungono Francolino di Monte, Succiacapre, Picchio Nero, Falco Pecchiaiolo, Nibbio Bruno, Albanella Reale, Averla Piccola, Calandro.
Le associazioni (Verona Birdwatching, Associazione culturale il Carpino Verona, Wwf, Italia Nostra Onlus e Legambiente) a novembre 2019 presentarono richiesta di audizione per poter esporre le proprie ragioni ai consiglieri ma l’audizione, concretizzatasi pochi giorni fa (16 gennaio 2020), non ha portato ad alcun confronto costruttivo e sviluppo concreto.
La grande risposta di domenica scorsa ha però dimostrato quanto il bisogno di amministrare, salvaguardare e conservare i territori sottoposti a tutela sia sentito fortemente dalla cittadinanza. Questo è senz’altro un segnale importante che Regione Veneto e amministratori locali devono prendere in considerazione molto seriamente.
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