Le foreste sudamericane sono un vero scrigno di biodiversità, basti pensare che una nazione come la Bolivia ospita 1.341 specie di uccelli contro le circa 500 italiane!
Purtroppo, però, in Sud America l’80% del traffico complessivo di animali riguarda proprio gli uccelli e si calcola che, solo in Brasile, siano oltre 12 milioni gli esemplari rapiti dalle foreste ogni anno, soprattutto pappagalli. Per quanto ancora sarà possibile sostenere questi ritmi di prelievo criminale?
I più rari parrocchetti brasiliani
Prendiamo l’esempio del parrocchetto pettogrigio (Pyrrhura griseipectus) che, a seguito della deforestazione incessante e del mercato nero, è stato incluso nella lista rossa della IUCN tra le specie minacciate e a rischio estinzione.
Un declino allarmante perché costituisce l’apice di una minaccia estesa anche ad altri animali come armadilli, giaguari, ocelot, tartarughe, serpenti e perfino ai bradipi, i più ricercati.
Dal 2007 l’associazione ONG Aquasis ha condotto ricerche museali e sul campo per verificare lo status e il trend del parrocchetto pettogrigio.
Le ricerche hanno evidenziato il declino pericoloso di questi splendidi piccoli pappagalli e per contrastarlo sono state attivate collaborazioni con numerosi proprietari terrieri che nelle proprie fattorie hanno creato piccole riserve private e installato numerosi nidi artificiali per aiutare la ripresa della specie.
Popolazione in ripresa
L’obiettivo principale del progetto è proteggere ed espandere la popolazione e i nidi artificiali hanno dato buoni risultati, decretando ben più di qualche segno di ripresa.
Il numero di nidificanti è, infatti, aumentato notevolmente e i risultati della stagione riproduttiva 2019 dimostrano una vera e propria rivoluzione nel trend, con 1.165 nuovi parrocchetti dal petto grigio. Un grande successo, per una specie che ha sfiorato l’estinzione.
Se pensiamo alla diffusione nelle nostre città dei parrocchetti monaci (Myiopsitta monachus) e quelli dal collare (Psitaccula krameri) risulta difficile comprendere i problemi delle specie brasiliane. A Roma, Reggio Emilia, Genova, Firenze, Bari, infatti, i parrocchetti, da specie aliena, si sono perfettamente acclimatati divenendo in molte città davvero numerosi e provocando sovente problemi di convivenza con le specie autoctone.
Mercato nero senza scrupoli
Il vero dramma è che in Brasile e in tutto il Sud America il prelievo da parte di commercianti senza scrupoli ha creato un commercio che per dimensioni è minore solo a quello di droga e armi. Un giro d’affari che movimenta milioni e milioni di dollari, con pappagalli e tartarughe che sui mercati neri europei vengono venduti a folli cifre comprese tra i 25 mila e i 100 mila dollari!
In questo quadro desolante, i risultati ottenuti con i nidi artificiali per i parrocchetti brasiliani sono eccezionali.
La specie è in lieve ripresa, ma ad essere positivo è il segnale della consapevolezza acquisita che arriva dal popolo brasiliano, che deve agire per non trovarsi presto di fronte a una foresta defraudata per sempre di alcune specie.
Il dramma del mercato nero della fauna selvatica è una piaga globale e in costante ascesa: nonostante queste piccole battaglie vinte non bisogna abbassare la guardia.
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