Dopo la pandemia di Covid-19, ora è alle porte una crisi alimentare di portata mondiale. La FAO chiede una risposta in termini di sviluppo nel medio e lungo periodo per la sicurezza alimentare e la nutrizione con un investimento iniziale di 1,2 miliardi di dollari.
Il Programma è stato lanciato durante l’evento “Azione comune sul Covid-19: rafforzare i nostri interventi di risposta in ambito alimentare e agricolo”. L’evento è stato organizzato dalla FAO per offrire una risposta globale rapida e coordinata, che garantisca l’accesso a un’alimentazione nutriente per tutta la popolazione mobilitando qualsiasi forma di risorsa e partenariato a livello nazionale, regionale e mondiale.
Il nuovo programma si prefigge lo scopo di mitigare le conseguenze immediate della pandemia incrementando al tempo stesso la resilienza dei sistemi alimentari e dei mezzi di sussistenza nel più lungo termine.
«Non possiamo più continuare a seguire un approccio di ordinaria amministrazione» ha ammonito il Direttore Generale della FAO, QU Dongyu, nel suo discorso di apertura, aggiungendo che «È su queste premesse che la FAO ha elaborato il suo Programma globale di risposta e ripresa dall’emergenza Covid-19. Oggi siamo a chiedervi di unirvi a noi in questa impresa».
La FAO è pronta ad adattarsi alla situazione
Secondo stime della Banca mondiale, l’impatto economico dell’epidemia potrebbe far precipitare circa 49 milioni di persone sotto la soglia della povertà estrema.
L’impennata dei tassi di disoccupazione, le perdite di reddito e l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari stanno ostacolando l’accesso al cibo nei paesi in via di sviluppo così come nei Paesi industrializzati, con effetti di lunga durata sulla sicurezza alimentare.
Nel suo ultimo rapporto sullo Stato della sicurezza alimentare e della nutrizione nel mondo la FAO ha rilevato che, ancor prima che le ripercussioni della pandemia di COVID-19, si facessero sentire sui sistemi alimentari mondiali e sui mezzi di sussistenza di milioni di persone all’inizio dell’anno, 10 milioni di individui in più rispetto al 2018 si trovavano in uno stato di sottonutrizione (60 milioni in più rispetto al 2014).
Il Rapporto globale sulle crisi alimentari 2020 calcola che 135 milioni di individui versavano in condizioni di insicurezza alimentare acuta e necessitavano di urgenti aiuti alimentari e nutrizionali di carattere umanitario.
La pandemia potrebbe inoltre far sprofondare le economie nazionali nel baratro di una recessione, per cui gli Stati dovrebbero adottare misure urgenti per attutire l’impatto di lungo termine di questo scenario sui sistemi alimentari e la sicurezza alimentare.
I sette ambiti prioritari di intervento del programma
Al fine di ridurre al minimo i danni della pandemia di Covid-19 sulla sicurezza alimentare e la nutrizione, stimolando contemporaneamente una trasformazione dei sistemi alimentari mondiali per renderli più resilienti, equi e sostenibili, la FAO invoca un’azione immediata da attivare in sette ambiti prioritari fondamentali:
- rafforzare un Piano di risposta umanitaria globale all’emergenza COVID-19
- migliorare i dati su cui sono impostati i processi decisionali
- garantire l’inclusione economica e la protezione sociale per ridurre la povertà
- consolidare le norme commerciali e le norme in materia di sicurezza alimentare
- aumentare la resilienza dei piccoli produttori per favorirne la ripresa
- prevenire future pandemie zoonotiche potenziando l’approccio basato sul concetto di “un’unica salute”
- innescare la trasformazione dei sistemi alimentari.
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