Sono circa un migliaio gli esemplari di avifauna protetta, tra cui cardellini, fringuelli, verzellini, lucherini e verdoni, tornati in libertà grazie a un’operazione della Guardia di Finanza di Reggio Calabria.
Catturati illecitamente, erano probabilmente destinati a Malta, il cui governo solo di recente, in seguito alla condanna da parte dell’Unione Europea nel 2018, ha reso illegali la detenzione e il commercio di tali uccelli, pratica però ancora ampiamente diffusa nel Paese.
Al momento della liberazione, avvenuta a Villa San Giovanni, molti di loro, condannati a vivere in anguste gabbie, sono stati rinvenuti già morti, altri hanno subito lesioni alle ali nel tentativo di fuggire.
Gli animali feriti e da sottoporre a cure sono stati affidati al Centro recupero fauna selvatica “Stretto di Messina”, gestito dall’Associazione Mediterranea per la Natura, struttura che da anni rappresenta un punto di riferimento per tutta l’area dello Stretto.
Crocevia di illegalità
La posizione geografica dell’Italia ne fa un vero e proprio crocevia delle illegalità perpetrate contro gli animali selvatici, sia sulla direttrice Sud-Nord, tra Africa e Europa, sia su quella tra l’Europa dell’Est e le aree centrali del continente.
In particolare, Malta e l’area dello Stretto di Messina si trovano su rotte migratorie dell’avifauna di importanza internazionale e sono aree di svernamento per moltissime specie di uccelli.
Nonostante la pratica della uccellagione sia vietata ormai da decenni e queste specie siano tutelate sia dalla legge italiana sia da norme europee e internazionali, le sanzioni attualmente previste rendono inefficace ogni azione repressiva, in quanto troppo esigue rispetto al danno arrecato, ma anche al giro d’affari che si nasconde dietro questi traffici.
Contro il Wild Life Crime
«Un mercato gestito da organizzazioni criminali strutturate che agiscono con modalità imprenditoriali – come ricorda Dante Caserta, vice presidente del WWF Italia –, che impoverisce le popolazioni di specie protette e danneggia gravemente la biodiversità».
Al fine di contrastare queste azioni criminose è nato il progetto europeo Life SWiPE, di cui il WWF Italia è partner, con l’obiettivo di armonizzare le legislazioni degli undici Paesi partecipanti e di fornire un concreto supporto alle azioni della magistratura e delle forze di Polizia.
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