Guarda, e non ridere, là, nel mezzo dell’aiuola, quei fiori bianchi e olezzanti, che oscillano sui gambi; si direbbe che contemplino la luna, ammirando. Credi che siano creature sensibili? A me pare che un bel fiore non può vegetare stupidamente; ch’esso non può vivere senza provare sensazioni squisite. Certo ti farai beffe di me; eppure il benessere che mi dà questa visione di fiori e di stelle non è un’illusione: c’è in quest’aria un alcunché di sublime, e mi par di sentir la mia vita unirsi e confondersi con la vita di tutto ciò che mi attornia.
George Sand, Consuelo
Consuelo, la protagonista dell’omonimo romanzo di George Sand, si confida con l’amico Joseph, appena arrivati presso un giardino ben curato, una sera illuminata dalla luna.
Sicuramente l’atmosfera era coinvolgente ed è certo che il luogo si prestava molto; ma è altrettanto vero che occorre avere dei ricettori particolari per poter accogliere quello che la strada della vita ci offre.
È il caso di Consuelo, che, sentendosi coinvolta in quel giardino dalla bellezza dei fiori, non riesce a trattenersi dal condividere quello che sente con l’amico. Per due volte precisa che probabilmente è una cosa bizzarra (non ridere / certo ti farai beffe di me), ma gli rivela comunque che secondo lei in quelle aiuole c’è vita, non passiva, ma vera vita, attiva, qualcosa di sensibile.
Le piante non sono “vegetali”
Di fronte a tale spettacolo, come può essere che un fiore sia solo un “vegetale”? Intendendo qualcosa che non sia senziente e che sia del tutto indifferente al mondo circostante. Solamente un pazzo affermerebbe che piante e fiori siano cose passive. A oggi solo un ignorante riderebbe di fronte ai numerosi e autorevoli studi che si sono eseguiti in questo ambito, dimostrando che il mondo vegetale è più vivo, sensibile e intelligente di quanto si possa immaginare.
Non solo chi è del settore, ma anche chi ha un minimo di sensibilità, come Consuelo, sente e comprende che un albero non è solo corteccia e foglie, ma qualcosa di più complesso e magnifico. A tal punto che alcuni additano le piante come esempi valenti anche per gli uomini. Perché non seguirli?
Tutto parte dallo stupore e guidati dal nostro istinto percepiamo la vita, è inevitabile per chi è sensibile; il passo dallo stupore alle domande è breve, ed ecco la curiosità e la ricerca, che in passato si affidava a supposizioni, esperimenti, mentre oggi ci dona anche dei dati reali importanti e molto concreti.
La vita offre benessere alla vita
«il benessere che mi dà questa visione di fiori e di stelle non è un’illusione: c’è in quest’aria un alcunché di sublime, e mi par di sentir la mia vita unirsi e confondersi con la vita di tutto ciò che mi attornia».
Non può essere sempre illusione. Consuelo – e tramite lei la scrittrice – compie un passo molto importante: la compartecipazione. La vita chiama la vita e così, se con empatia entriamo in contatto con ciò che ci circonda, riceveremo un grande benessere per corpo e spirito.
Immaginiamo quanto possa essere importante questo rapporto con la Natura che ci circonda; se apprezzo, amo, proteggo e sento con tutto il mio essere i fiori che si direbbe contemplino la luna e la natura in generale, quanto più sarò pronto ed allenato nell’amare, apprezzare, proteggere e sentire gli esseri umani come me?
Qualcuno ride o si fa beffe di noi per questo? Lasciamo pure ridere, noi intanto viviamo sempre più consapevoli che la vita è un dono da ammirare in tutto ciò che ci attornia e da condividere.
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