Servono volontari per creare una rete di “osservatori” a protezione dei nidi delle tartarughe marine (Caretta caretta) sulle spiagge libere del Parco Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli. L’attività è promossa e coordinata da Legambiente Versilia, che ha battezzato “Tartawatcher” questi volontari.
I Tartawatcher volontari dovranno mettersi alla ricerca di nidi o tracce sulle spiagge libere del Parco, perlustrando la Lecciona dalla fine dei bagni della Marina di Levante a Viareggio fino all’inizio dei bagni di Torre del Lago, comprendendo anche il tratto di spiaggia del “muraglione” (quella davanti la diga foranea in darsena) e il tratto che va dal Frau Marlene alla foce della Bufalina a Torre del Lago.
Le attività si svolgono la mattina a partire dalle 6 e, in caso di avvistamento di tracce lasciate dalla tartaruga per andare a deporre le uova, i volontari dovranno:
- avvertire la Guardia Costiera telefonando al 1530 dando informazioni precise sul luogo dove si è scoperta la traccia;
- delimitare il perimetro ma senza infilare bastoni o altro nella sabbia per non danneggiare le uova;
- avvisare Legambiente al 333 4313132 o al 389 923199 o mandare un messaggio WhatsApp o un SMS al numero unico SOS Tartarughe 349 2100989.

Se volete candidarvi a diventare “Tartawatcher” volontari, scrivete una mail a: legambienteversilia@yahoo.it indicando il giorno (o i giorni) in cui potreste essere disponibili.
L’impegno stagionale arriva fino circa a metà agosto.
Minacciate ancor prima di nascere
Le tartarughe Caretta caretta sono esposte a diverse minacce ancor prima di vedere la luce e affrontare le insidie del mare. Le uova deposte nella sabbia, infatti, rischiano di finire preda di altri animali o di essere danneggiate dalle attività dell’uomo.
Per questo, nel periodo di deposizione delle uova, Legambiente torna a presidiare i tratti di costa eletti dalle tartarughe a luogo privilegiato per la loro nidificazione. Da quest’anno il monitoraggio verrà effettuato anche con l’ausilio di droni, grazie alla collaborazione di Legambiente con ADPM Drones.
«È un impegno sempre più accurato, capillare e partecipato quello che vede Legambiente in prima linea nella salvaguardia delle tartarughe marine e della specie Caretta caretta in particolare» commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente.
Nell’area mediterranea ogni anno si contano circa 7 mila nidi di tartarughe marine. Di questi, fino a qualche anno fa non se ne trovavano che poche decine lungo le coste italiane, ma progressivamente – complice l’aumento delle temperature legato ai cambiamenti climatici – l’areale di nidificazione si è ampliato nel Mediterraneo occidentale, tanto che la scorsa stagione nel nostro Paese sono stati scoperti 250 nidi, concentrati soprattutto in Calabria, Sicilia, Puglia, Campania e Toscana.

Mamma tartaruga torna in mare dopo aver deposto le uova, lasciando le inconfondibili tracce del suo passaggio sulla sabbia.
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