Il Consorzio per Recupero del Vetro (CoReVe) ha commissionato un’indagine ad AstraRicerche per verificare la qualità della raccolta differenziata dei cittadini. Il risultato è l’identikit dell’italiano modello per quanto riguarda la raccolta differenziata del vetro: le più attente sono le donne!
La fotografia ritrae una situazione in chiaro scuro: 4 italiani su 10 sottovalutano i danni prodotti da una raccolta di scarsa qualità.
Il 99,1% degli intervistati tra i 18 e i 70 anni, infatti, afferma di differenziare i rifiuti domestici e l’84,3% conferma di farlo regolarmente. Per quanto riguarda in modo particolare il il vetro, con il 90,2% degli italiani consapevole della possibilità di riciclarlo per dare vita a nuove bottiglie e vasetti. Una percentuale che scende al 79% se si considera la fascia 18-24 anni, ma che sale addirittura al 97% nel Triveneto.
I problemi, tuttavia, emergono quando si guarda alla qualità della raccolta differenziata del vetro. Il 39,6% degli intervistati, infatti, sottovaluta il danno che la presenza di materiali estranei può rappresentare per l’intera raccolta.
Ancora confusione sulla questione dei sacchetti di plastica, che troppo spesso finiscono nei contenitori del vetro insieme a bottiglie e vasetti. Un italiano su due non è consapevole del fatto che questa abitudine comprometta seriamente la possibilità di riciclare correttamente il materiale raccolto, 1 su 4 è convinto che questo errore sia tollerato, mentre il 24% pensa che questa pratica sia addirittura consigliata. Un problema di informazione, dunque, ma anche di attenzione.

«Negli ultimi 20 anni – sottolinea il presidente di CoReVe, Gianni Scotti – gli italiani hanno ben compreso quali sono i benefici ambientali, economici e sociali della raccolta differenziata del vetro e sono riusciti a migliorare i risultati di raccolta in modo significativo e costante. Ma i margini di miglioramento ulteriore ci sono sempre ed è su questo che, come CoReVe, lavoriamo quotidianamente, adattando i nostri messaggi e le nostre campagne informative, modulandole per raggiungere in maniera efficace i diversi pubblici di riferimento».
Il 10,6% circa del vetro raccolto è compromesso dalla presenza di materiali inquinanti, i cosiddetti “falsi amici” del vetro. Si tratta di oggetti in cristallo, di lenti di occhiali e di lampadine. Tutti materiali che, alla fine del riciclo, impediscono il riutilizzo di circa 200mila tonnellate di rottame di vetro pronto a dare vita a nuovi imballaggi. Una perdita pari a 48 milioni di euro circa per le amministrazioni locali.
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