Agli oltre duecento reperti attribuibili a balenottere, delfini, balene grigie e cetacei arcaici del Miocene e Pliocene si è aggiunta la balenottera fossile Tersilla. È ciò di cui si compone una delle più importanti collezioni europee di cetacei fossili, frutto di oltre due secoli di ricerche sul territorio – principalmente nel Monferrato e nell’Astigiano – e attività di restauro e conservazione da parte dell’Unversità di Torino e del Museo Paleontologico Territoriale dell’Astigiano.
Di questa grande collezione fa parte Tersilla (Marzanoptera tersillae), un bel reperto di balenottera pliocenica – vissuta cioè tra i 3,4 e i 3 milioni di anni fa – oggetto di un approfondito studio da parte dei ricercatori dei due enti, recentemente pubblicato su Zoological Journal oh the Linnean Society.
Nella foto in alto, ricostruzione di Marzanoptera tersillae basata sulle caratteristiche scheletriche dell’olotipo conservato al Museo Paleontologico Territoriale dell’Astigiano ad opera di Piero Damarco.
Per mezzo di una TAC, che ha rivelato dettagli anatomici altrimenti invisibili all’ispezione visiva, è stato possibile ricostruire le ossa uditive (l’udito ha un’importanza eccezionale nella vita dei cetacei) e il calco endocranico. In particolare quest’ultimo fornisce informazioni insostituibili circa l’evoluzione del cervello, dato che è l’unico documento che rimane della forma e delle dimensioni cerebrali di specie ormai estinte.

Rendering 3D del calco endocranico virtuale della balenottera pliocenica Tersilla realizzato attraverso la TAC del fossile.
Lo studio del calco endocranico virtuale di Tersilla, della sua morfologia e delle sue dimensioni, pubblicato sulla prestigiosa rivista Brain, Behavior and Evolution, ha rivelato che la balenottera aveva un cervello enorme (circa 4390 centimetri cubici con una massa di 4500 grammi) rispetto alle dimensioni del corpo (6,8 metri di lunghezza per un peso di circa 1300 kg) e che la sua encefalizzazione era pari a quella di uno scimpanzè.
La forma del calco endocranico ha rivelato, inoltre, che le aree preposte all’elaborazione dei suoni erano molto sviluppate mentre il cervelletto era meno complesso di quello delle balenottere moderne, il che suggerisce minori abilità natatorie ma grandi capacità uditive.

La stampa 3D del calco endocranico davanti alla vetrina con le ossa della balenottera pliocenica Tersilla nella cornice della Chiesa del Gesù del palazzo del Michelerio di Asti.
Questa ricerca, il cui sviluppo potrebbe fornire interessanti spunti sulle circostanze ambientali e sulle pressioni evolutive che hanno condotto all’evoluzione del cervello umano, è stata in parte resa disponibile al pubblico attraverso la mostra “Balene preistoriche” che si è inaugurata nel settembre scorso alla Chiesa del Gesù del Palazzo del Michelerio ad Asti.
Info
“Balene Preistoriche” è visitabile per un anno, presso il Museo paleontologico, di corso Alfieri 381
- Orari:
dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 17
il sabato e la domenica dalle 11 alle 18
- Ingresso:
unitamente all’esposizione permanente, con un biglietto dal costo
di 7 euro (ingresso) o di 10 euro (ingresso con visita guidata).
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