Alle 20.30 di sabato 26 marzo scatta l’Earth Hour, l’Ora della Terra, l’iniziativa globale del WWF che invita tutti a spegnere le luci per un’ora e unirsi per il futuro delle persone e del Pianeta.
In tutti i Paesi del mondo si compirà un gesto simbolico per chiamare all’azione nei confronti dell’emergenza climatica e della perdita di natura.
L’iniziativa del WWF, Earth Hour, è arrivata alla sua quattordicesima edizione e unisce ogni anno milioni di persone in tutto il mondo in una manifestazione di sensibilizzazione per proteggere il clima e la natura.

© Jeremiah Armstrong/WWF-Canada
La crisi climatica si sta manifestando in tutta la sua gravità e sta causando impatti diffusi e sempre più forti. L’ONU ha confermato che nel 2020 si sono raggiunti i 38 °C in Siberia, gli eventi estremi si sono moltiplicati in ogni regione del mondo, nella British Columbia canadese, una regione settentrionale del pianeta, in estate si sono toccati quasi 50 °C in alcune località.
In gioco c’è il benessere dell’umanità e il rischio è di non riuscire a evitare le conseguenze più catastrofiche e ingestibili della crisi climatica.
Il video ufficiale dell’Earth Hour
Le iniziative di quest’anno
Insieme allo spegnimento di monumenti, palazzi, piazze, strade, ci saranno altre attività online di rilancio dell’evento. La rete dei volontari WWF e le Oasi WWF prenderanno parte all’Ora della Terra con iniziative locali.
La nuova necessità che si impone, in aggiunta ai piani di transizione ecologica e energetica, è quella di sviluppare piani di adattamento. Anche le soluzioni basate sulla natura, come il restauro degli habitat degradati, possono aiutare ad adattarsi e a mitigare il cambiamento climatico.
Un recente studio dell’Istituto per la Politica Ambientale Europea (IEEP) commissionato dal WWF, evidenzia come il restauro degli habitat degradati possa garantire l’assorbimento di milioni di tonnellate di carbonio. Gli habitat in grado di stoccare le maggiori quantità di carbonio sono: foreste, zone umide, estuari e lagune costiere.
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