Tutti si chiedono che cosa rischierebbe l’Italia se si dovessero interrompere le forniture di gas dalla Russia a causa del conflitto in corso, delle sanzioni o delle ritorsioni?
Mentre sembrerebbero ridimensionate le conseguenze della richiesta russa di pagamento della fornitura del suo gas in rubli, le incertezze sul futuro sono preoccupanti, soprattutto per un Paese, come l’Italia, che ha una dipendenza energetica dall’estero pari al 77% del fabbisogno energetico nazionale nel 2021.
In un articolo di Italy for Cimate, pubblicato su Repubblica.it, si traccia la mappa della provenienza dell’energia fossile consumata dal nostro Paese e risulta evidente quanto sia fragile e precaria, se si nota come ben il 25% di tutti i consumi nazionali di energia fossile provengano proprio dalla Russia, da cui importiamo non solo il gas, ma anche il petrolio e il carbone.
Secondo Italy for Cimate la soluzione non può insistere ancora sull’utilizzo di fonti fossili. Infatti, solo il 5% del fabbisogno di combustibili fossili è prodotto sul suolo nazionale, perché l’Italia non dispone di riserve di combustibili fossili particolarmente estese. Anche puntando di più sulla produzione domestica di gas, come si propone da più parti in questi giorni, si potrebbe arrivare a coprire solo una piccolissima percentuale in più del nostro fabbisogno di fonti fossili e solo per pochi anni.
Per uscire da questa dipendenza energetica dall’estero, Italy for Cimate indica come unica soluzione praticabile, come ha anche recentemente indicato la stessa Commissione europea, in primo luogo la sostituzione delle fonti fossili con le fonti rinnovabili, che oltre ad essere green sono anche nazionali. Al contempo, ci sono ampi margini di miglioramento nei risparmi ottenibili con misure di efficientamento energetico.
Gli operatori energetici dichiarano di essere in grado di installare 60 GW di energie rinnovabili in 3 anni se si sbloccano gli iter autorizzativi. Una quantità di energia di 7 volte maggiore del possibile aumento di gas nazionale estratto.
10 proposte al Governo Draghi
Greenpeace Italia, Legambiente e WWF Italia avanzano 10 proposte al Governo Draghi su rinnovabili ed efficienza per liberare l’Italia dalla dipendenza del gas
Tra gli interventi da mettere in campo:
- entro marzo 2023 autorizzare nuovi impianti a fonti rinnovabili per 90 GW di nuova potenza installata da realizzare entro 5 anni
- aggiornare entro giugno 2022 il PNIEC con obiettivo 100% elettricità da rinnovabili al 2035
- fissare subito un tetto ai profitti delle aziende che estraggono e trasportano gas fossile o petrolio.
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