Un gruppo internazionale guidato da ricercatori dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e dell’Università degli studi di Padova ha descritto in un articolo pubblicato sulla rivista Astronomy & Astrophysics nuovi dati ottenuti con lo spettrografo HARPS-N installato sul Telescopio Nazionale Galileo (TNG) dell’INAF alle Canarie riguardanti il più giovane pianeta ultra-short period (USP – periodo orbitale ultra-breve) scoperto finora.
L’esopianeta (ovvero un corpo celeste che orbita intorno a una stella in sistemi simili a quello solare) si chiama TOI-1807b ed ha la particolarità di essere uno dei pochi pianeti ad avere un periodo di rivoluzione attorno alla propria stella inferiore a un giorno. Per fare un confronto nel Sistema solare, l’orbita di Mercurio –il pianeta più vicino al Sole – dura 88 giorni, mentre un anno sulla Terra dura notoriamente 365 giorni. Un anno su TOI-1807b dura, invece, solo 13 ore!
«Il pianeta è interessante per una serie di aspetti: è il più giovane USP mai osservato finora, con un’età di appena 300 milioni di anni, e ha una densità “simil terrestre”. Inoltre, grazie ai dati TESS e soprattutto grazie ai dati HARPS-N abbiamo calcolato con estrema precisione sia il raggio del pianeta, sia la sua massa» spiega il primo autore della pubblicazione, Domenico Nardiello, assegnista di ricerca presso l’INAF di Padova.
Un’atmosfera che evapora
La sua stella è BD+39 2643 (di tipo più fredda del Sole), al centro di questo sistema planetario, ed è essa stessa molto giovane: circa 300 milioni di anni. Probabilmente, in questo “breve” lasso di tempo un’eventuale atmosfera costituita da idrogeno e elio, tipica di pianeti molto giovani, potrebbe già essere stata spazzata via tramite fotoevaporazione a causa dell’estrema vicinanza stella-pianeta, lasciando scoperto il nucleo roccioso del pianeta stesso. La distanza tra i due oggetti è circa un centesimo della distanza Terra-Sole e circa 1/30 della distanza che separa Mercurio dal Sole. Nel paper, i ricercatori affermano che è molto verosimile che l’atmosfera dei pianeti USP evapori in circa 100 milioni di anni.
I pianeti così giovani sono rari
I pianeti USP conosciuti finora hanno tutti età superiori al miliardo di anni. Pianeti giovani come TOI-1807b sono molto rari. Il co-autore Luca Malavolta, del Dipartimento di Fisica e Astronomia “Galileo Galilei” – Università di Padova, sottolinea: «Il gran quantitativo di dati (di altissima qualità) raccolti da HARPS-N ha permesso che questo lavoro riuscisse. La stella, essendo giovane, è molto attiva, e questo risulta essere un problema quando si tenta di identificare un pianeta nelle serie di velocità radiali. Abbiamo quindi utilizzato tecniche all’avanguardia sviluppate negli ultimi anni per separare il segnale relativo all’attività stellare dal segnale del pianeta. Senza l’utilizzo di queste tecniche, è praticamente impossibile identificare il pianeta, poiché il suo segnale è estremamente debole».
«I dati descritti nell’articolo non solo forniscono una misura di massa estremamente accurata del pianeta: la densità del pianeta è rocciosa, e quindi di tipo terrestre, con un raggio pari a 1.5 volte quello terrestre e una massa pari a 2.5 volte la Terra» continua Malavolta.
«Oggi, grazie al progredire della tecnologia, siamo in grado di conoscere con estrema precisione la loro età, tutte le caratteristiche fisiche, se hanno o meno un’atmosfera e come questa si sia evoluta nel tempo. Ciò favorirà molto la comprensione di come i pianeti (inclusa la Terra) si siano formati e quali condizioni permettano la nascita della vita».
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