Le sigarette elettroniche usa e getta stanno riscuotendo un sempre maggiore successo, soprattutto tra i giovani. Si sta generando, quindi, un problema legato al corretto smaltimento delle stesse dopo l’uso.
In merito a questa problematica, l’Assemblea Generale della Federazione Optime (Osservatorio per la Tutela del Mercato dell’Elettronica in Italia) ha identificato un fenomeno problematico, che intende sanare sul nascere, con un giro di vite di azioni concrete.
Le sigarette elettroniche usa e getta sono, infatti, a tutti gli effetti apparecchiature elettroniche, e pertanto devono essere soggette a tutte le normative sui RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche).
Invece, c’è molta confusione in materia, sia tra i consumatori – che sembrano non essere consapevoli di maneggiare un oggetto che va smaltito correttamente –, sia tra i produttori e gli importatori, che in molti casi eludono le normative in materia, ossia l’obbligo di finanziare mediante gli eco-contributi la raccolta differenziata e il corretto trattamento dei rifiuti derivanti da queste apparecchiature.
Interventi su un doppio fronte
Optime ha quindi annunciato l’invio di diverse lettere di richiamo e informazione indirizzate ad alcuni produttori e importatori di queste apparecchiature, identificati a seguito di una prima indagine.
Per Optime è però altrettanto fondamentale un’attività educativa nei confronti dei consumatori, che troppo spesso abbandonano dove capita i prodotti da buttare, come fossero normali rifiuti indifferenziati, non sapendo che sono invece RAEE e che come tali devono essere conferiti presso i centri di raccolta o presso i rivenditori che mettono a disposizione i contenitori.
Davide Rossi, Presidente di Optime, commenta: «In qualità di osservatorio molto attento alle dinamiche del mercato, Optime ha individuato un altro fenomeno distorsivo e si pone, ancora una volta, a tutela dell’ambiente: le sigarette elettroniche usa e getta, vista la loro enorme diffusione e il loro grande successo commerciale, soprattutto tra gli under 30. Si rende assolutamente necessaria un’azione di monitoraggio sul loro corretto smaltimento».
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