Da quando la pandemia ha iniziato a condizionare le nostre scelte e i nostri movimenti, consigliandoci – nonostante i vaccini – di proteggerci sempre con l’uso delle mascherine, si è generato un nuovo problema per la natura.
L’inciviltà che ha portato a riempire i mari con bastoncini per le orecchie, bottiglie di plastica e tanti altri elementi d’uso comune oggi porta alla ribalta un nuovo rifiuto, che è stato oggetto di attenzione da parte di alcuni ricercatori.
È indubbio, infatti, che l’uso obbligatorio della mascherina protettiva sul viso ha trasformato questo prodotto in un oggetto d’uso quotidiano, tanto che alcuni brand di moda si sono lanciati in produzioni di tendenza, mentre qualche ricercatore comincia a chiedersi quanto la natura sarà costretta a pagare per l’incivile smaltimento di molte di queste mascherine.
In una recente comunicazione apparsa sulla prestigiosa rivista Animal Biology, un gruppo di ricercatori coordinati dall’olandese Auke-Florian Hiemstra ha evidenziato alcune problematiche connesse allo smaltimento sconsiderato delle mascherine o dei presidi sanitari legati al COVID-19.
Nell’articolo si parla del rinvenimento di un primo caso di un pesce intrappolato in un guanto medico. Si trattava di un Persico reale (Perca fluviatilis) rinvenuto durante la pulizia di un canale a Leida, nei Paesi Bassi. Sempre nei canali olandesi è stato notato l’uso da parte di alcuni uccelli di mascherine sanitarie come materiale di nidificazione.
Del resto in tutto il mondo sono stati segnalati svariati casi nei quali alcuni uccelli o altri animali sono rimasti impigliati nelle mascherine. Anche in Italia si possono citare un Cigno reale (Cygnus olor) sul lago di Bracciano con mascherine protettive infilate accidentalmente nel becco o un Germano reale (Anas platyrhynchos) che nel Casentino “indossava” suo malgrado una mascherina, tanto da suscitare in alcuni media locali sdegno e vergogna per questi segni di inciviltà.
La mancanza di attenzione e rispetto nel cestinare una mascherina è un vero problema, chissà quante volte abbiamo visto per terra un presidio sanitario, forse non abbiamo mai pensato che questo possa divenire un problema o ancor più una minaccia letale per gli animali selvatici.
Le ricerche su questo problema sono ancora scarse e poco significative ma non è necessario giungere a un dramma conclamato per intervenire, facciamolo prima.
La nostra educazione e il rispetto possono salvare la vita ad uccelli, mammiferi e ad altri animali. Basta poco, riflettiamo prima di ogni gesto.
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