La presenza eccessiva di cinghiali sul nostro territorio sta causando ingenti danni all’agricoltura con ripercussioni sulle aziende agricole a causa dei raccolti distrutti, dei cedimenti delle infrastrutture irrigue, dei rischi sanitari per l’uomo e per gli allevamenti.
Il tema è di pressante attualità per l’agricoltura lombarda e viene affrontato in tre giornate di formazione, in aula e sul campo, durante il corso organizzato dal Settore Agricoltura del Parco Lombardo della Valle del Ticino: “Accertamento e stima danni fauna selvatica con particolare riferimento al cinghiale nel territorio del Parco del Ticino”.
La prima lezione si è svolta nell’aula magna della Riserva La Fagiana di Magenta, con la partecipazione di più di 50 tra dottori agronomi e forestali, agrotecnici e periti agrari di tutta la Lombardia.
«Il Parco dal 1985 ha strutturato un servizio di accertamento e stima dei danni da fauna alle colture. Sono stato uno dei primi tecnici estimatori del Parco e questa attività che ho svolto per molti anni mi ha sempre appassionato. Quindi ringrazio Michele Bove e tutto il settore agricoltura per aver organizzato questo corso, a cui partecipano anche diversi colleghi di altri Parchi regionali» ha spiegato il direttore dell’Ente, Claudio de Paola.
Esperienza sul campo
Alla lezione teorica in aula si affiancano due lezioni in campo.
La prima per toccare con mano i danni da cinghiale sui bellissimi prati stabili del Parco del Ticino, e con l’ispezione a due esempi di recinzioni elettrificate posizionate da agricoltori attenti a evitare le gravi conseguenze di questi danni.
La seconda uscita in campo è prevista per la primavera avanzata, in data da definire, e permetterà di osservare i danni dei cinghiali sulle semine di mais e riso.
«Solo nel territorio del Parco del Ticino – prosegue Silvia Bernini – nel 2021 sono stati accertati danni all’agricoltura per circa 580mila euro. Una cifra enorme. Il Settore Vigilanza del Parco in questi anni ha messo in campo continue azioni di contenimento grazie anche alla fondamentale collaborazione delle aziende agricole» ha spiegato Silvia Bernini, consigliere del Parco del Ticino con delega all’Agricoltura.
«Finora il Parco si è dedicato solo all’accertamento dei danni causati alle aziende agricole – ha concluso la Presidente Cristina Chiappa –, ma l’impatto del cinghiale incide in primis sulla conservazione delle specie animali e vegetali. La perdita di ricchezza e diversità̀ di specie, e quindi l’alterazione dell’ecosistema, è un’altra rilevante conseguenza della presenza di questa specie».
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