È stato inaugurato a Castelporziano, in una delle tre residenze del presidente della Repubblica Italiana, il National Biodiversity Future Center (NBFC), il primo centro di ricerca italiano dedicato alla biodiversità coordinato dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr).
Finanziato con 320 milioni di euro provenienti dal fondo del Pnrr, il progetto avrà una durata triennale, ed è stato concepito seguendo il modello “Hub & Spoke”, ovvero una grande Rete con un Centro a Palermo (l’Hub), da cui si dipartono 8 raggi (gli Spoke) dedicati alle problematiche legate al mare, alla terra e acqua dolce, alle aree urbane e alle ricadute sulla società. Ogni area di interesse prevede due nodi incaricati del monitoraggio dell’ambiente e dello studio di soluzioni, affidate al Cnr e alle più prestigiose Università italiane.
Una grande rete che mette a sistema tutte le ricerche italiane sulla biodiversità e le istituzioni impegnate sul territorio nazionale.
Mettere a sistema tutte le ricerche italiane sulla biodiversità
Con l’istituzione del National Biodiversity Future Center l’Italia fa un significativo passo in avanti per promuovere la gestione sostenibile della biodiversità, che svolge un ruolo cruciale nel funzionamento di tutti gli ecosistemi del Pianeta.
Nel nostro Paese è concentrata una diversità biologica tra le più significative di tutta Europa, con 60.000 specie animali, 10.000 piante vascolari e oltre 130 ecosistemi (dati Ispra). Questa ricchezza naturale ora è protetta anche dall’articolo 9 della Costituzione, modificato nel febbraio 2022 proprio per includervi il riferimento al concetto di biodiversità.
«Il National Biodiversity Future Center coordinato dal Cnr, contribuisce a monitorare, preservare e ripristinare gli ecosistemi terrestri, marini e urbani della Penisola e del Mediterraneo, aiutando a valorizzare la biodiversità e a renderla un elemento centrale su cui fondare lo sviluppo sostenibile» ha dichiarato la Presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, Maria Chiara Carrozza.
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