Si è svolto a Roma il Vertice ONU sui Sistemi Alimentari+2 (UNFSS+2), un evento di alto livello guidato dall’Italia e dedicato all’esplorazione di soluzioni per costruire sistemi agroalimentari resistenti al clima e ridurre la loro impronta di carbonio per soddisfare la crescente domanda mondiale di cibo, proteggendo al contempo l’ambiente.
Durante il suo intervento, il Direttore Generale della FAO, QU Dongyu, ha ricordato ai partecipanti che l’ultimo rapporto FAO sullo Stato della Sicurezza Alimentare e della Nutrizione nel Mondo (SOFI) 2023 ha indicato la crisi climatica come fattore chiave dell’insicurezza alimentare. Ha inoltre osservato che i sistemi agroalimentari producono attualmente un terzo delle emissioni globali di gas serra, intensificando ulteriormente gli impatti sul clima.
Concentrarsi sulle soluzioni
In un dibattito sui cambiamenti climatici che sta sempre di più assumendo l’aspetto di una “guerra di religione”, dove si discute in termini assolutistici perdendo di vista l’analisi dei provvedimenti concreti da adottare, il Direttore Qu ha sottolineato che: «I sistemi agroalimentari possono fornire soluzioni all’insicurezza alimentare, alla povertà, ai cambiamenti climatici e alla perdita di biodiversità. Ma per raggiungere questo obiettivo, devono essere urgentemente trasformati per essere più efficienti, più inclusivi, più resilienti e più sostenibili».
Il Direttore Generale ha sottolineato che la FAO sta mettendo le soluzioni al centro del suo mandato e sta portando avanti un’azione coraggiosa per il clima tra i suoi membri, anche attraverso la sua Strategia sul cambiamento climatico (Strategy on Climate Change) e il suo Piano d’azione (Action Plan), oltre ad altre iniziative chiave dell’Organizzazione.
«La FAO sta innovando per ridurre le emissioni di metano nei sistemi di produzione, per migliorare l’efficienza della catena del valore, per ridurre le perdite e gli sprechi alimentari e per ripristinare gli ecosistemi, oltre a molte altre importanti azioni» ha spiegato Qu.
Una tabella di marcia per il settore agroalimentare
Alla prossima Conferenza delle Nazioni Unite sul clima, COP28, che si terrà a dicembre negli Emirati Arabi Uniti, la FAO presenterà una tabella di marcia che evidenzia le soluzioni del settore agroalimentare per porre fine alla fame e promuovere l’azione per il clima.
Queste soluzioni riguardano le colture e l’allevamento, la silvicoltura, la pesca e l’acquacoltura, la terra, l’acqua e il suolo, e favoriscono la resilienza, riducono le emissioni di gas serra, aumentano il sequestro del carbonio e garantiscono la sicurezza alimentare.
«Per fornire queste soluzioni, è necessario che vi siano politiche abilitanti e quadri istituzionali e normativi adeguati; interventi basati sulla scienza che sfruttino l’innovazione e le soluzioni digitali; l’inclusione di giovani, donne e popolazioni indigene; la collaborazione tra i settori; e un aumento dei finanziamenti, anche per affrontare le perdite e i danni e l’adattamento» ha concluso Qu.
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