Per raggiungere gli obiettivi climatici e limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C, i Paesi devono adottare nuove strategie di gestione del sistema alimentare globale.
Il report “Enhancing Nationally Determined Contributions (NDCs) for Food Systems” – pubblicato da WWF, dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), dall’EAT e da Climate Focus – identificano 16 strategie attraverso le quali i governi potrebbero agire con un approccio “dal campo alla tavola”.
I Paesi del mondo stanno perdendo importanti opportunità per ridurre le emissioni di gas serra. Ancora oggi, le perdite e gli sprechi di cibo sono fattori ampiamente ignorati nei piani nazionali per il Clima.
I sistemi alimentari – che includono tutte le fasi e le attività che riguardano la produzione, la lavorazione, la distribuzione, la preparazione e il consumo di cibo – sono responsabili fino al 37% di tutte le emissioni di gas serra. Senza azioni decise sul sistema alimentare, come la riduzione delle perdite e degli sprechi di cibo, o l’adozione di diete più sostenibili, non sarebbe possibile rientrare nei limiti di emissioni necessari per rimanere entro gli 1,5 °C.
«Per trasformare i sistemi alimentari sono necessari impegni ambiziosi, scadenzati nel tempo e misurabili. […] Ecco perché esortiamo i Governi a includere una strategia per avere sistemi alimentari rispettosi e positivi per il clima e per la natura nei nuovi e più ambiziosi NDC (Nationally Determined Contributions) presentati quest’anno» ha dichiarato Marco Lambertini, Direttore Generale WWF-International.
Le 16 azioni
Tra le raccomandazioni contenute nel report, ci sono la riduzione del cambiamento d’uso del suolo e della conversione degli habitat naturali, che potrebbero ridurre le emissioni di 4,6 Gt CO2e all’anno.
Analogamente, la riduzione delle perdite e degli sprechi di cibo, che rappresentano l’8% di tutte le emissioni di gas serra, potrebbero ridurre le emissioni di 4,5 Gt CO2e all’anno.
Eppure solo 11 Paesi attualmente menzionano nei propri piani nazionali la limitazione delle perdite di cibo (food loss) e nessuno prende in considerazione gli sprechi (food waste).
Riducendo le emissioni di metano provocate dagli allevamenti di bestiame, si potrebbero ridurre le emissioni fino a 1,44 Gt di CO2e all’anno, ma riduzioni molto maggiori potrebbero essere ottenute adottando diete più sane e sostenibili e consumando più alimenti di origine vegetale. Nessun piano nazionale per il clima attualmente in vigore, però, parla esplicitamente di diete e regimi alimentari più sostenibili.
«Con una lista di indicazioni ed esempi concreti di attività e obiettivi, questo nuovo report fornisce ai responsabili politici una guida per integrare i sistemi alimentari nelle loro strategie nazionali sul Clima» ha detto Charlotte Streck, co-fondatrice e direttrice di Climate Focus.
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