Nella loro evoluzione, per potersi librare in volo gli uccelli sono dovuti scendere a un compromesso: trasformare gli arti anteriori in ali e, quindi, “vivere senza mani”. Non avendo più “braccia” per aiutarsi a mangiare, costruire nidi, accudire i pulcini, hanno imparato a destreggiarsi: molti con il becco, alcuni con le zampe posteriori. L’evoluzione ha plasmato le zampe degli uccelli in strumenti multiuso che sono quasi diventati delle pseudo-mani.
Confrontando immagini e video pubblicati online in tutto il mondo, alcuni studiosi sono andati alla ricerca dell’origine evolutiva di questa abilità e l’hanno trovata in un antenato comune di pappagalli e rapaci, che viveva sugli alberi più di 60 milioni di anni fa.
La ricerca, “Online repositories of photographs and videos provide insights into the evolution of skilled hindlimb movements in birds”, è stata pubblicata sulla rivista Communications Biology.
Cristián Gutiérrez-Ibáñez, neurobiologo e ricercatore sugli uccelli dell’Università di Alberta e autore principale dello studio, aveva inizialmente pianificato di rintracciare le origini della destrezza con gli artigli negli uccelli osservando più specie in cattività. Ma per poter confrontare più osservazioni possibili, lui e i colleghi si sono rivolti alla grande massa di immagini, amatoriali e professionali, disponibili sui social media e negli archivi online.
Il team di ricerca ha così selezionato 3725 immagini di 1054 specie che utilizzano le zampe per manipolare gli oggetti; poi ha tracciato questi comportamenti sui rami evolutivi e ha scoperto che l’antenato comune di tutte queste specie è un gruppo, chiamato Telluraves, che comprende pappagalli, falchi, gufi e uccelli canori.
Per vivere sugli alberi, i primi Telluraves avevano certamente artigli lunghi e rivolti all’indietro, che avrebbero funzionato come pollici opponibili per afferrare prede e oggetti.
«I pappagalli sono tra i più abili, con zampe flessuose e altamente manovrabili» dice Gutiérrez-Ibáñez. «Anche la maggior parte dei gufi, dei falchi e degli altri rapaci è in grado di afferrare la preda dal becco, anche mentre vola. Mentre la stragrande maggioranza degli uccelli canori ha una destrezza di zampe minima o nulla».
Si pensa che questa differenza comportamentale possa avere a che fare con la dieta. In generale, gli uccelli predatori hanno abilità manipolatorie più avanzate rispetto a quelli che si nutrono di cereali, frutta, vermi o piccoli insetti. I pappagalli sono una notevole eccezione, ma alcuni scienziati ritengono che i primi pappagalli fossero cacciatori, come gufi e falchi, e che abbiano dotato i loro discendenti moderni, che si nutrono di frutta e semi, di un’abile capacità di afferrare.
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