Nel corso dei suoi miliardi di anni di vita, il volto del nostro pianeta è cambiato più volte. Oggi faremmo fatica a distinguere la Terra del Pliocene, quando nelle sue savane c’erano grandi pitoni a caccia dei nostri antenati australopitechi, o del bacino vuoto del mar Mediterraneo, trasformato in una sorta di immensa salina, nel corso del Miocene; nel Cretaceo c’erano laghi in Cina le cui sponde erano popolate da pterosauri, mentre 550 milioni di anni fa ad Ediacara, in quella che oggi è l’Australia meridionale, esisteva un mondo popolato da forme di vita completamente aliene, lontanissime da qualunque organismo oggi conosciuto.
I mondi di ieri di Thomas Halliday è un viaggio a ritroso nel tempo negli ecosistemi del passato. L’autore è un paleobiologo dotato di una grande capacità narrativa, in grado di immergere il lettore in mondi scomparsi, popolati di orsi giganti, misteriosi cefalopodi e monumentali foreste di felci. Ogni capitolo corrisponde a una differente istantanea del passato della Terra, dove prede e predatori, animali e piante si sono alternati in migliaia di forme diverse, con l’unico obiettivo di sopravvivere. Si procede a ritroso nel tempo, allontanandoci progressivamente da ambienti e forme di vita a noi familiari per scoprire ecosistemi sempre più bizzarri e misteriosi. Il viaggio nel tempo non è soltanto una riscoperta di mondi passati, ma serve anche a capire come funzionano gli ecosistemi e quanto affascinante sia la storia della vita sul nostro pianeta, e allo stesso tempo quanto importante sia la sua salvaguardia.
I mondi di ieri – Alle origini della Terra,
di Thomas Halliday,
448 pp., 24 Euro
La Nave di Teseo
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